Antonio Mirante, portiere della Roma, ha rilasciato delle dichiarazioni a Sky Sport dopo la sconfitta interna al cospetto dell'Udinese. Queste le sue parole:

Come si esce da questo momento?
"Vorrei avere la ricetta per capirlo, purtroppo non ce l'ho. Non è facile giocare ogni tre giorni perché non è facile preparare le partite. E' un momento complicato, dobbiamo fare il nostro lavoro. Dobbiamo mettere più di quello che abbiamo dentro".

Sembrate stanchi fisicamente.
"Dobbiamo tirare fuori più degli altri, approcciare meglio alle partite. L'espulsione ha complicato il match, ma in 10 abbiamo fatto meglio che in 11. Nel secondo tempo eravamo cotti e abbiamo preso il raddoppio".

Quanto desiderio c'era di ricominciare nello spogliatoio della Roma quando la ripresa era in bilico?
"Non era facile carpire le sensazioni di tutti. Un giorno si voleva riprendere, quello dopo magari c'era più scetticismo. Non si devono trovare scuse, si è deciso di giocare. Tutti hanno difficoltà non dobbiamo appellarci a questo".

Mirante A Roma Tv

Cosa pensi di questo momento?
In questo momento è molto difficile analizzare le partite. Potrebbe esserci la motivazione fisica ma non voglio cercare alibi: tutti hanno i nostri stessi impegni. Non abbiamo cominciato bene, non abbiamo avuto la cattiveria di chi ha voglia di rifarsi dopo una sconfitta come quella con il Milan. Poi l'espulsione, abbiamo anche giocato meglio ma nell'ultimo quarto d'ora i miei compagni erano stanchi dopo aver rincorso per tutta la partita

Cosa si dice nello spogliatoio?
Non bisogna staccare la spina. Non bisogna parlare di 'onorare' la stagione. Dobbiamo avere la fame di vincerle tutte ritrovare la consapevolezza di essere una grande squadra. Sta a noi più 'vecchi' trasmettere questo messaggio ai più giovani. In 4 giorni tutto può cambiare e l'umore può capovolgersi. Contro il Napoli dobbiamo tentare di rigirare le cose a nostro favore

È il compito di voi leader quello di cambiare la rotta?
Quando si parla di leader non per forza i 'vecchi' devono richiamare i giovani. Anche noi più grandi abbiamo demeriti. La Roma è da alta classifica e questo deve essere un pensiero comune, non solo per il blasone ma anche per le nostre qualità. Però per arrivarci ci devi credere. Solo così dimostri di essere più forte non solo sulla carta ma in tutto