A Trigoria si riparte e si volta pagina. The day after Petrachi è il giorno di riposo della squadra concesso dall'allenatore Fonseca prima della ripresa odierna. Non ci sarà a bordo campo a seguire da vicino la squadra il ds "sospeso" e a viale Tolstoj sono convinti che tale soluzione fosse non solo inevitabile per i margini pressoché nulli di ricucibilità tra Petrachi e Pallotta dopo i veleni dei giorni precedenti, ma anche che fosse necessario prendere un provvedimento immediato per la serenità del gruppo che deve affrontare come minimo tredici partite decisive anche per il futuro del club. Punto e a capo, allora.

Anche se chiunque avrebbe preferito evitare in questo momento storico già così difficile un altro ribaltone dirigenziale. A provare a dare continuità e compattezza gli sforzi di Guido Fienga che ieri in un'intervista alla Gazzetta dello Sport ha ribadito come i programmi della Roma non saranno intaccati dal caso Petrachi: «Obiettivi chiari: entrare in Champions, vincere l'Europa League e trattenere i migliori con un progetto all'altezza. Il progetto Roma non prevede ridimensionamenti, prescinde dai singoli e va avanti sulle stesse traiettorie che abbiamo sempre illustrato», ha detto il Ceo.

Una bella responsabilità per tutti. Ma uno sforzo che varrà la pena fare. La Roma ha voluto più di altri la ripresa dei giochi anche perché da lì passa anche una buona fetta di futuro. E ora più che mai sarà necessario fare quadrato intorno al progetto. Con l'alone di Friedkin o di altri investitori pronti a subentrare con le agognate mani solide sarà fondamentale non sbagliare per non deprezzare l'asset Roma.

In questo senso Guido Fienga, evidentemente ancora molto popolare in quota Pallotta, porterà avanti il progetto sportivo ed economico cercando di mettere mano a correttivi, visto il bilancio, ma salvaguardando i gioielli. Che ci sia la svolta o che la svolta sia Pallotta stesso, che si è detto in grado di sostenere ancora la Roma. Con il supporto tecnico del super consulente Franco Baldini, che ha chiuso per Pedro (lo spagnolo non riprenderà a giocare col Chelsea ma la Roma sta temporeggiando per l'annuncio ufficiale) e dovrà piazzare in entrata ancora Smalling e Mkhitaryan. E di Morgan De Sanctis, ds in pectore, che lavorerà sodo e si giocherà le sue carte.

Continua, poi, a scorrere il contatore stadio, opera di pertinenza (e perseveranza) di Mauro Baldissoni: 3.066 giorni dall'avvio di un progetto che sembra arrivato all'approvazione «davvero finale» e che darebbe una spinta non indifferente nell'appetito di investitori vecchi e nuovi nel brand Roma.