Dodici. Questo il numero delle partite stagionali in cui Zaniolo non è stato disponibile in ogni competizione, contando undici assenze consecutive per infortunio e una per squalifica. Per il resto il numero ventidue non ne ha saltata neanche una (il bottino parla disei reti e due assist), partendo dalla panchina nelle vittorie dell'andata contro Sassuolo, Bologna e Lecce e in Europa League nel pareggio casalingo contro il Wolfsberger, gara valida per l'ultima giornata del girone di Europa League, in cui è sceso in campo negli ultimi ventidue minuti.

Un terzo delle gare della squadra di Paulo Fonseca, dunque, non ha visto Nicolò Zaniolo in campo. L'infortunio dell'azzurro, nella sconfitta per 2-1 contro la Juventus, ha coinciso con la quarta partita persa in Serie A della Roma, che dall'11 novembre aveva fallito soltanto l'appuntamento contro il Torino, una settimana prima dell'accaduto. Nelle partite successive (Serie A ed Europa League), i giallorossi hanno raccolto quattro sconfitte (da agosto fino a Roma-Juventus erano state cinque), due pareggi e sei vittorie, che in totale diventano sette con il tris autunnale sul Verona, unico match saltato dal 22 per squalifica. Andando nel dettaglio, per quanto riguarda la produzione offensiva, l'attacco dopo il 12 gennaio ha realizzato ventidue reti (1.83 gol a partita), mentre con il 22 a disposizione quarantasei, ovvero (1.92 per match).

Per quanto riguarda la posizione in campo, emerge una differenza non banale tra Nicolò Zaniolo e Cengiz Under, che di fatto lo ha sostituito dalla gara successiva, l'ottavo di Coppa Italia contro il Parma. Il numero diciassette, che ha realizzato tre reti stagionali, dalla vittoria per 2-0 del Tardini, come emerge dalle heatmap, ha occupato una posizione molto più laterale di Zaniolo, complice anche l'inserimento di Henrik Mkhitaryan a partire dalla sfida contro il Bologna: l'assetto della trequarti giallorossa è cambiato in quel periodo.