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Campo Testaccio, in campo il progetto di realizzare la casa delle giovanili della Roma

Abodi: "Lavoriamo per realizzare la casa del futuro con la struttura del passato". Frongia: "C'è un altro contenzioso con l'ex concessionario"

PUBBLICATO DA Valerio Curcio
22 Aprile 2018 - 09:11

La casa delle giovanili della Roma. È un Campo Testaccio modello Filadelfia quello che, stando alle dichiarazioni dei protagonisti di questa vicenda, si profila come progetto in cantiere per via Zabaglia. Lo storico stadio del Torino, infatti, lo scorso maggio è stato inaugurato nella sua versione moderna e da quel giorno ospita le partite delle giovanili e gli allenamenti della prima squadra. Proprio ieri, infatti, nel corso di un intervista a Il Romanista durante un evento per la riqualificazione di un altro storico impianto come il Flaminio, il presidente dell'Istituto per il Credito Sportivo Andrea Abodi ha fatto luce sul progetto a cui assieme al Comune e alla Roma sta lavorando per Campo Testaccio: «Per me Campo Testaccio, avendone parlato anche con Mauro Baldissoni, può e deve ritornare in accordo col Comune a disposizione della Roma affinché ne faccia la casa delle squadre giovanili, cioè la casa del futuro con la struttura del passato». L'ex presidente della Lega B ha aggiunto: «Ho parlato con Frongia col quale collaboro quasi quotidianamente. L'assessorato allo sport del Comune sta ancora attendendo il passaggio di consegne dal dipartimento mobilità. Noi stiamo lavorando dietro le quinte per un piano di valorizzazione di quell'area perché siamo convinti proprio del valore delle origini e dei simboli».

La situazione in Comune

Oltre al Credito sportivo, gli altri protagonisti di questa storia sono due. La Roma ovviamente, che segue interessata la situazione, anche perché Testaccio sarà direttamente collegato a Tor di Valle. E poi le istituzioni, dal Comune al Municipio. Anzi, è qui che per ora si sta giocando la partita. Da 12 febbraio 2015, giorno in cui il Consiglio di Stato ha definitivamente riconsegnato l'area al Campidoglio, si sono alternate tre giunte: quella di Ignazio Marino, la reggenza di Tronca e la giunta di Virginia Raggi. L'attuale governo cittadino, nella persona di Frongia, è stato il primo a interessarsi concretamente alla vicenda di via Zabaglia aprendo il dialogo con il Municipio e le realtà del territorio.

Tuttavia, come ha spiegato Abodi e come sottolineano anche dal Municipio, proprio al Comune la situazione è bloccata, perché il Dipartimento Sport non ha ancora ricevuto l'affidamento dell'area da parte del Dipartimento Mobilità. Frongia ci ha spiegato il perché: «Dopo l'accordo per la bonifica, l'aggiornamento sull'attuale stato dei lavori vede un giudizio pendente tra Roma Capitale ed ex concessionario, ecco spiegato il ritardo nelle tempistiche di passaggio dal Dipartimento Mobilità a quello dello Sport. Attendiamo, augurandoci tempi brevi, che il Tribunale autorizzi la bonifica programmata».

Proprio su questo argomento Claudia Santoloce, a capo della Commissione Politiche Sociali del I Municipio, ci ha detto: «Non è cambiato nulla da un anno a questa parte: hanno fatto sopralluoghi, hanno promesso una bonifica senza alcuna stima economica, ma poi il nulla. Nel frattempo le commissioni consiliari del Municipio stanno portando avanti il faticoso lavoro di progettare una sistemazione provvisoria confrontandosi con tutte le realtà territoriali, che sarà concluso a breve. Ma non ci hanno fornito nemmeno una planimetria ufficiale».

Sempre sul tema della bonifica - alla quale seguirà la realizzazione di un progetto provvisorio, voluto dal Comune per far sì che non torni l'abbandono -, Frongia ha spiegato: «Per quanto riguarda la situazione del progetto transitorio, da porre in essere nel periodo breve, con il Municipio e le associazioni di quartiere stiamo lavorando per far sì che si possa dar vita a un'area attrezzata con giochi per bambini da far gestire dalle associazioni locali. Il tutto in attesa di poter ridare completamente vita a Campo Testaccio, restituendogli le sue gloriose origini sportive». Si attende, dunque, che la situazione si sblocchi sul piano istituzionale. Perché per il futuro sembrano tutti d'accordo: un campo per le giovanili giallorosse ma vissuto dalle realtà del territorio, magari proprio dalle scuole adiacenti.

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