Poco meno di un terzo di campionato. A tanto equivalgono le 12 giornate che restano. Anche se l'appendice finale sembra appartenere alla stagione 2019-20 solo nominalmente, e i tre mesi e mezzo di pausa ne fanno quasi un torneo a sé. Dodici partite costituiscono però un numero sufficiente a scomodare le statistiche, prendendo in esame i precedenti più recenti. Otto stagioni nel caso di Paulo Fonseca, quelle trascorse sulle panchine dei 5 club professionistici che nella sua carriera hanno preceduto l'approdo alla Roma.

Il confronto si riferisce alle sole gare di campionato, suddivise fra Liga Pro e Liga Nos portoghesi (le prime due divisioni), e Prem'er Liha ucraina, che l'attuale tecnico giallorosso ha letteralmente dominato nell'esperienza alla guida dello Shakhtar. Proprio la lunga pausa invernale vissuta negli anni di Donetsk può rappresentare un termine di confronto più appropriato al periodo che stiamo vivendo. Anche se lo stesso Fonseca, in un'intervista rilasciata a Il Romanista, ha tenuto a sottolineare le differenze fra i due contesti. «È vero che in Ucraina ci si ferma a metà stagione, ma questa situazione è molto diversa. Qui sarà importante sapere altre cose. Se torniamo a giugno, il mese di maggio sarà importante per riprendere il lavoro e tornare in forma. Ma non sarà una situazione facile». Parole rilasciate il 10 aprile scorso, quando ancora non si sapeva se e quando sarebbe ricominciata la stagione.

Sta di fatto che i due mesi e mezzo senza calcio allo Shakhtar sono stati assorbiti alla grande dai suoi giocatori. Anche se la seconda parte di campionato ha contato ogni anno due o tre partite in più rispetto alla quantità presa in esame da questo studio. Ma quelle precedenti sono sempre coincise con vittorie. E anche limitandosi alle fatidiche 12 giornate conclusive, lo score resta di tutto rispetto.

Nel 2017 tre pareggi, due sconfitte e il resto tutti successi, proseguendo nel solco della prima parte di torneo (condotta sempre in testa), disputato con doppi gironi di andata e ritorno, ovvero quattro sfide con ogni avversaria.

L'anno successivo viene varata una formula differente, con 22 giornate di regular season e 10 di fase finale: lo Shakhtar torna in campo dalla pausa invernale in versione rullo compressore: negli ultimi due turni in calendario seppellisce di gol Zirka e Karpaty (rispettivamente 5-0 e 3-0), nella coda decisiva per l'assegnazione del titolo mantiene il ritmo con 8 vittorie e 2 sconfitte, una delle quali a giochi fatti, all'ultima giornata con la Dinamo Kiev.

La stagione seguente è ancora più travolgente: fase regolare conclusa con 2 vittorie e cammino ripreso anche con maggior vigore nei playoff, con uno score che recita 8 vittorie, 2 pareggi, 0 sconfitte, 21 gol fatti e 2 subiti. La porta difesa da Pyatov (e Schevchenko) è violata l'11 maggio 2019 dopo essere rimasta immacolata dal 2 dicembre 2018, penultima gara prima dello stop.

Certo, non tutta la carriera di Fonseca può vantare finali altrettanto entusiasmanti, ma anche in patria la scia conclusiva dei suoi campionati resta positiva. A partire dal Deportivo Aves, nel 2011-12, quando viene sconfitto soltanto nell'ultima giornata. La sconfitta nel match di commiato sarà ricorrente, perfino alla guida del Paços Ferreira, che pure trascina a una storica qualificazione ai preliminari di Champions, guadagnando le attenzioni del Porto.

La stagione coi Dragoes non è fortunata, nonostante la Supercoppa vinta: le sue ultime 12 non coincidono con quelle in calendario - il bilancio parla di 6 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte - ma le due gare senza successo con Estoril e Guimaraes gli costano la panchina. Torna al Paços senza ripetere il primo exploit e con un finale senza acuti o rovinose cadute, ma ancora una volta soccombe nel turno di chiusura (0-3 col Nacional).

L'ultima stagione portoghese è alla guida del Braga, con cui si prende la rivincita sul Porto, battuto in finale di coppa nazionale. In campionato la conclusione è in perfetto equilibrio (4 vinte, altrettante pareggiate e perse) ma l'ultima è ancora una caduta: 0-4 con lo Sporting. Un'abitudine comunque persa in Ucraina, nel periodo più recente.