Fra la fine di maggio e quella di agosto il nulla, la noia totale, rotta soltanto dall'attesa del calendario per la stagione successiva. Il periodo mirabilmente descritto da Nick Hornby ha rappresentato a lungo l'incubo di ogni tifoso. Tre mesi di lontananza forzata dall'oggetto delle proprie passioni, confinato alla sfera dei sogni di mercato. Il 2020 farà eccezione, con la sua lunga pausa dal calcio consumata in anticipo, nel periodo più duro della pandemia. Fra breve si ricomincia, anche se la ripresa si preannuncia molto più che monca, a spalti deserti. Ma tanto vale avviarsi a mutare le abitudini estive. Eppure non sempre giugno e luglio sono stati mesi di pausa dal calcio giocato. Ben prima dei 12 turni conclusivi di Serie A che attendono la Roma a partire (presumibilmente) da mercoledì 24, quando affronterà la Samp, la stagione balneare l'ha già vista protagonista, in campionato e nelle varie coppe, nazionali e continentali.

Finora sono 63 le gare ufficiali disputate dai giallorossi a fra il 21 giugno (data d'inizio dell'estate) e il 2 agosto, che dovrebbe coincidere con la fine dell'attuale torneo. Nel computo non sono state prese in considerazione le partite giocate successivamente, che di solito segnano inizio, più che fine, della stagione. Una storia che comincia da lontanissimo. Appena fondata, la squadra della Capitale compete già per il primo trofeo fino a portarlo a casa, regalando ulteriore legittimità al «Tu sei nata grande» del suo inno. Si tratta della Coppa Coni, una sorta di antenata della Coppa Italia: torneo lunghissimo (consta di 14 gare di girone più doppia finale, che nel nostro caso diventa tripla), proseguito in estate per il precedente impegno della Nazionale alle Olimpiadi di Amsterdam.

Le prime due partite col Modena terminano in parità, ma nello spareggio di Firenze tocca a Ferraris IV alzare il trofeo (dopo i supplementari). La cavalcata si conclude il 29 luglio 1928, dopo oltre un mese di impegni serrati. Due anni dopo il primo campionato a girone unico svolge le ultime giornate a estate avviata: la Roma chiude con un roboante 8-0 sul Padova a Testaccio. Nel 1931 la coda di giugno della Serie A viene prolungata dalla Coppa dell'Europa Centrale, una sorta di Champions ante litteram, riservata alle prime due classificate della stagione appena conclusa. L'ultimo match è datato 12 luglio. Un impegno suppletivo che coinvolge i giallorossi anche nel '36.

Nell'immediato dopoguerra il campionato si concede l'appendice del girone finale, dopo essere stato diviso in due tronconi geografici: il risultato è che l'ultimo atto va in scena il 28 luglio 1946. L'anno seguente si assesta nuovamente sulla formula pre-bellica, ma sconfina ancora al 6 luglio. Nel 1947-48 le 42 giornate complessive portano il torneo all'estate: a Modena la Roma disputa l'ultima partita a luglio in Serie A, il 4. La quarta sfida con gli emiliani li renderà gli avversari più affrontati del periodo insieme al Napoli (quattro incroci con entrambe). Da quel momento, i mesi ad alte temperature sono monopolizzati dalle coppe: Mitropa, Coppa delle Alpi e soprattutto Coppa Italia. Nel 1969 la seconda della storia romanista (dopo quella del '64) arriva grazie alle tre sfide del girone finale disputate nell'ultima decade di giugno, contro Cagliari, Torino e Foggia. Tre anni dopo, un altro trofeo viene alzato al cielo in estate già iniziata: la Coppa anglo-italiana, vinta sul Blackpool, il 24 giugno 1972.

Coincide invece con il solstizio la finale d'andata di Coppa Italia dell'84 contro il Verona. Cinque giorni dopo il ritorno col trionfo all'Olimpico, in quella che sarà l'ultima presenza ufficiale di Agostino Di Bartolomei con la maglia amata. Trascorrono altri cinque anni prima di rivedere la Roma impegnata nella bella stagione: nel 1988-89 la Serie A comincia più tardi del solito per concedere spazio settembrino alle Olimpiadi di Seul. L'ultima giornata è datata 25 giugno e la vittoria di quel giorno sull'Atalanta permette di arrivare allo spareggio Uefa con la Fiorentina a Perugia, il 30. Per un ventennio più nulla, fino al preliminare di Europa League col Gent, del 30 luglio 2009. E ora ci risiamo: l'estate di tinge nuovamente di giallo e rosso.