Tu chiamale se vuoi occasioni. Double face, anche. Per i giocatori, che hanno avuto poche opportunità di mettersi in luce; o, quando è successo, non hanno offerto il rendimento migliore. Quanto per la società, che ha ricevuto un apporto limitato da parte del patrimonio in possesso, tecnico e finanziario, e ora potrebbe rifarsi. Sono sette i calciatori che possono trovare nell'eventuale ripresa della stagione la giusta chance dopo tanta penombra: Fazio, Jesus, Santon, Peres, Pastore, Perotti e Kalinic. Sette possibili esuberi che avrebbero la necessaria vetrina anche per trovare acquirenti. Nessuno di loro è di primissimo pelo; i rispettivi ingaggi costituiscono oneri difficili da sostenere in una stagione - la prossima - che si preannuncia all'insegna dell'austerità (per tutti, non soltanto per la Roma); in situazioni di normalità, sono rimasti in secondo piano nelle scelte tecniche.

Ma se il campionato riprendesse a metà giugno come nelle attuali previsioni, lo svolgimento di tante gare ravvicinate costringerebbe tanti allenatori - fra i quali lo stesso Fonseca - a rivedere le proprie abitudini e affidarsi maggiormente al turnover. Troppi impegni ravvicinati nel periodo più caldo dell'anno rendono praticamente impossibile un utilizzo eccessivo degli stessi uomini. Mentre fra i sette presi in esame, soltanto Fazio ha superato la soglia dei mille minuti in campo (1.453 per l'esattezza). Gli altri sei ne hanno accumulati complessivamente 3.695, con una media di 615' ciascuno, equivalenti a poco meno di sette gare.

L'origine dell'uso parsimonioso da parte di Fonseca è da ricercare su molteplici versanti: guai fisici ripetuti (è il caso di Perotti) o duraturi (Pastore); concorrenza spietata nel ruolo per Jesus e Santon (anche se la partenza di Florenzi l'ha ridotta per il terzino); arrivo in rosa a metà stagione (Bruno Peres è rientrato dal prestito brasiliano a gennaio); rendimento al di sotto delle aspettative, una causa che riguarda un po' tutti, ma in particolare Fazio e Kalinic. Il centrale argentino da qualche tempo sembra il lontano parente del Comandante della difesa di spallettiana memoria, che ha guidato con personalità il reparto arretrato anche nella straordinaria cavalcata in Champions di due anni fa con Di Francesco in panchina. L'attaccante croato ha pagato l'assenza di un mese per la frattura del perone, arrivata proprio quando avrebbe dovuto sostituire il totem Dzeko. Ma poi ci ha messo del suo, risultando raramente incisivo nei (rari) minuti in campo che gli sono stati concessi. La fortuna non lo accompagna. Quando a Cagliari si è sbloccato addirittura con una doppietta, il torneo si è bloccato. Il suo riscatto dall'Atletico vale 9 milioni. Ma deve ancora guadagnarselo.