Provate a contare da zero a un miliardo e avrete l'esatta percezione del ventaglio di cifre che è stato spiattellato al popolo del calcio (e pure a qualche ministro) riguardo i danni che il Coronavirus avrebbe prodotto alla Serie A con il tempo di uno starnuto (ovviamente contagioso). E se seguirete il ragionamento vi renderete conto, come è capitato a noi andando ad approfondire le cifre reali partendo dai dati ufficiali, che invece i danni che le società di serie A potrebbero subire se si chiudesse in anticipo la stagione 2019-2020 potrebbero ammontare a zero euro, anzi, se i presidenti saranno bravi potrebbero persino guadagnarci qualcosa. Ma nel balletto delle cifre sparate su siti e giornali cosiddetti specializzati (figuriamoci se non lo fossero...) si è scritto di tutto, fino appunto ad arrivare alla cifra monstre di un miliardo di euro. Il record spetta ad uno studio di Deloitte, advisor della Lega di Serie A, citato dalla Gazzetta dello Sport lo scorso 20 marzo: "Un miliardo in fumo" era l'immaginifico titolo che portava alla necessità di accompagnare la Lega di Serie A a chiedere aiuti al Governo. La cifra si componeva di 720 milioni di danno reale, a cui andavano però sommati danni cosiddetti "indiretti" fino ad arrivare, anzi a «superare» il miliardo di euro. Probabile che nei danni "indiretti" siano stati conteggiati anche gli effetti dei possibili mancati incassi dell'ultima rata delle emittenti che hanno acquisito i diritti televisivi, altrimenti la voce non si spiega. Ma come sanno bene i presidenti, se Sky, Dazn e Img (che ha i diritti esteri), proveranno a non pagare la rata finale di 220 milioni saranno denunciate per inadempienza e un giudice le costringerà a farlo, sempre che a chiudere in anticipo la stagione sarà stato il Governo e non la Lega (ecco perché nessuno si azzarda nei palazzi del calcio a parlare di stop). 

In ogni caso, quello appena citato resta l'inarrivabile tetto sotto al quale però sono fiorite le voci più fantasiose (Repubblica 430 milioni, Corsera tra 6 e 700, Corsport 800, Sky 720, Messaggero 600, Secolo XIX, più puntiglioso, 725), tanto che lo stesso presidente federale Gravina, intervistato da Sky più o meno un mese fa, arrivò a definire «alcune delle cifre che girano esagerate». La Federcalcio ha quindi realizzato un'analisi con il suo advisor, Openeconomics, i cui dati sono stati anche in giorni più recenti citati dal presidente Gravina e, sia chiaro, nella maniera corretta. Secondo questa analisi, di cui Il Romanista è in possesso, uno stop prematuro dei campionati di calcio avrebbe un impatto economico stimato - su tutto il movimento calcistico - di circa 800 milioni di euro. E allora per fare i nostri calcoli, dando per buono lo studio, siamo partiti proprio dal numero spesso spiattellato in faccia al Ministro Spadafora da giornalisti zelanti e presidenti preoccupati: i famosi «800 milioni di danni».  

800 milioni sono però il rosso di bilancio di tutto il calcio (pro e dilettanti) in caso di stop prematuro dell'attuale campionato. Ma di questi, 300 milioni sarebbero stati già il rosso anche senza virus e quindi vanno tolti dal conteggio. Dei restanti 500, più o meno 150 è il danno dei dilettanti. Che poi è il vero dramma di cui si dovrà occupare il Governo: circa il 30% delle società della Lnd rischiano infatti il fallimento e 200.000 giocatori rischiano di dover abbandonare l'attività se non si porrà un freno a questa drammatica emorragia.

Tornando ai conteggi, alle Leghe professionistiche resterebbe un danno stimato dunque di 350. Ma secondo stime considerate attendibili dalla stessa Federcalcio la percentuale di incidenza di questa cifra va così ripartita: 65% per la serie A, 5-10 % per la serie B e 25-30% per la serie C. Elevato il grido di dolore per la serie C (fa meno notizia, ma sarà il campionato più penalizzato) alla serie A resta un danno di 226 milioni. Che diviso per le 20 squadre già così darebbe un danno medio di 11 milioni a società, cifra importante ma tutto sommato tollerabile, considerando pure che ovviamente la cifra sarebbe molto più alta per società più ricche e in proporzione più bassa per le altre. In tutto questo però nessuno considera i tagli degli stipendi di giocatori, in qualche caso allenatori (Fonseca, ad esempio) e dirigenti persino. Solo Juventus e Roma hanno già tagliato 120 milioni di stipendi. Cioè un terzo della loro spesa annuale. Ma sommando gli ingaggi di tutti i club di A il totale lievita a circa un miliardo e 200 milioni. Se tutti facessero come Juve e Roma si risparmierebbero 400 milioni di spese. E dunque a fronte di 226 milioni di danni, i club ne risparmierebbero 400. In pratica sfalcerebbero buona parte del rosso che avrebbero accusato senza virus.