Quando lui segna, la Roma vince (quasi) sempre. E già tanto basterebbe per rendere benemerito a vita Edin Dzeko. Che però non limita la sua importanza al mero intreccio temporale fra gol e vittoria, ma la amplia nell'incisività delle sue reti. Se il bosniaco fa centro, arrivano in dote punti pesanti. Se non bastasse il ricordo delle sue marcature, si potrebbe fare ricorso alle cifre. Che pongono di diritto l'attuale numero 9 della Roma nell'Olimpo dei centravanti. Sessantasei gol complessivi in 127 presenze in giallorosso, con una invidiabile media di 0,52: praticamente una volta su due va in rete. Il ritmo potrebbe sembrare di recente acquisizione, invece è la costanza che fa di Dzeko uno straordinario attaccante. Fatta eccezione per i periodi di magra sotto porta - che coinvolgono tutti, ma proprio tutti, i centravanti del globo - Edin la  regolarità l'ha già raggiunta da tempo: la sua cinquantesima rete romanista è arrivata dopo 92 gettoni totali; le nozze d'oro con il gol in Serie A alla novantacinquesima partita nel nostro campionato. Una sentenza. Che gli ha anche regalato l'ingresso nella top ten nella classifica dei marcatori della Roma di ogni tempo, appaiato a un'icona come Di Bartolomei.

Non solo: è il peso specifico dei suoi gol a balzare agli occhi. Innanzitutto per quanto riguarda i punti portati alla Roma, che rappresentano sempre il dato fondamentale. Sono 35 quelli regalati dalle marcature del bosniaco. Calcolando semplicemente quelli senza i quali il risultato sarebbe stato diverso. Ma ce ne sono tanti altri che pur non essendo decisivi nel computo aritmetico, hanno capovolto le sorti delle partite - o le hanno sbloccate - in favore dei giallorossi. Anche se hanno influito soltanto sul punteggio. Valga un esempio per tutti: il primo derby disputato da Dzeko lo ha visto realizzare soltanto (si fa per dire) il vantaggio, ma la gara si è poi conclusa sul 2-0. Ai fini del calcolo dei punti teoricamente la gara in questione non ne aggiunge, ma sarebbe quantomeno azzardato sostenere che la rete del bosniaco non abbia spostato le sorti della sfida. E come quella messa a segno contro i rivali di sempre, ce ne sono altre ventinove risultate poi determinanti ai fini del cambio di risultato.

Che Edin potesse avere un'influenza determinante sulle sorti romaniste, è stato chiaro fin dal primo istante, quando si è presentato all'Olimpico con la rete schiaccia-Juventus. Poi i gol nei derby di andata e ritorno, quello decisivo ai fini della qualificazione agli ottavi di Champions nello scontro con il Bayer Leverkusen, rivale diretta nel girone. Soltanto per ricordare le firme più importanti nella sua prima stagione, quella definita quasi all'unanimità «deludente». Decisamente riscattata però dalla successiva. Nell'anno di mezzo Dzeko è andato a segno ben 39 volte, mietendo vittime a ogni latitudine. Una fecondità sotto porta che gli ha fruttato ben due titoli dei marcatori, in Italia e in Europa, oltre al record assoluto di reti in una sola stagione relativamente al calcio italiano. Ben 22 i punti portati in dote dai suoi gol, oltre al passaggio del turno in Coppa Italia. E con il paradosso puramente statistico di non considerare decisiva la tripletta di Villarreal, semplicemente perché arrivata dopo l'1-0. Ma anche nella stagione in corso, quella apparentemente meno influente sul versante punti (sei con il calcolo "di maniera"), Edin è entrato nel tabellino dei marcatori in modo decisivo in ben nove occasioni. Molte delle quali nei big match. Baku, Londra, in casa con lo Shakhtar, solo per restare alla Champions. Milan e Napoli, fra le altre, in campionato. Nessuno può negare l'importanza di Dzeko nella Roma. Al netto dei pregiudizi.