Tutto congelato. Con la speranza che, in tempi ragionevoli, si possa tornare a una parvenza di normalità che, comunque, non potrà più essere quella di prima perché questo maledetto virus in ogni caso ce lo porteremo dietro per sempre. Nel frattempo, non resta che attendere. Dalla trattativa per il passaggio di proprietà al ritorno in campo di una squadra che, come tutti (o quasi, ma quelli che esigenze a parte, vanno ancora in giro, che hanno mangiato da piccoli?), è chiusa dentro le proprie abitazioni. Trigoria è più o meno deserta, gli uffici di via Tolstoj pure, quasi tutti gli impiegati e dirigenti giallorossi lavorano da casa con la formula dello smart working, dagli Stati Uniti non arrivano novità. Come, ovviamente, era prevedibile, visto tutto quello che sta succedendo.

La società

Dicono nessuna nuova, buona nuova. In questo caso bisogna limitarci a nessuna nuova. Nel senso che lo stop alla trattativa che di fatto era conclusa, per il cambio di proprietà della Roma, rimane. Non potrebbe essere altrimenti. Il gruppo Friedkin, prima di andare avanti, vuole capire quali conseguenze ci saranno a causa di questa pandemia che è arrivata in tutto il mondo, Stati Uniti compresi. Di sicuro si può dire che non è stata azzerata la volontà di acquisire la società giallorossa, ma tutto è stato rinviato a data da destinarsi.

Vogliono capire anche che tipo di effetto economico ci sarà sui conti della Roma, conti che non sono già rose e fiori. In questo senso, una mano potrebbe arrivare dalle decisioni che l'Uefa prenderà per cercare di andare incontro alle società in questo momento in cui i ricavi di tutte le voci, diritti televisivi, botteghini, sponsor, sono congelati. In particolare si aspettano novità a proposito della regolamentazione del fair play finanziario. Se, come qualcuno fa sapere, si decidesse di annullarlo per una stagione, questa cosa potrebbe dare un nuovo impulso a una trattativa che era arrivata alle firme sul preliminare con reciproca soddisfazione delle parti.

A questo proposito c'è da dire che la Roma, nello scorso mese di febbraio, ha inviato una lettera all'Uefa per invitarla a prendere in considerazione correttivi sulle regole per quei club che, dopo alcuni anni continuativi in Champions League, dovessero fallire la qualificazione. In pratica la richiesta di un paracadute economico visto che i costi, in particolare quelli degli stipendi dei giocatori, continuerebbero inevitabilmente a essere da Champions. Dal gruppo Friedkin anche ieri non sono arrivate novità, la posizione è la stessa dei giorni scorsi, il Cda del gruppo ovviamente non si è riunito per decidere cosa fare del deal Roma. Il grande capo Dan, pure se volesse procedere, non potrebbe farlo senza il sì dei suoi consiglieri d'amministrazione. Tutto è rinviato, non annullato.

La squadra

Tutti a casa, of course. Trascorrendo il tempo cercando di seguire il programma di lavoro consegnato loro dallo staff tecnico e sanitario, rilassandosi in famiglia con i figli (che belle le foto di Dzeko con i suoi meravigliosi bambini), giocando alla play station con tanto di campionato organizzato tra i calciatori (per la Roma hanno aderito Zappacosta e Pastore, speriamo che l'argentino non si procuri uno stiramento al muscolo della mano).

Quelli che lavorano di più seguendo uno specifico programma di lavoro, sono i reduci dagli infortuni. E in questo senso c'è da dire che la Roma, a causa di questo maledetto e prolungato stop, alla ripresa delle partite, dovrebbe tornare ad avere a disposizione perlomeno Zappacosta che ormai era agli ultimi fuochi della riabilitazione dopo la rottura del crociato del settembre scorso. Anche Zaniolo sta facendo importanti progressi, ieri lo abbiamo visto in un video in cui palleggiava, e la cosa non può che averci fatto piacere. Difficile, comunque, che il giovane talento giallorosso possa tornare a disposizione anche se le partite dovessero giocarsi tra fine giugno e inizio luglio. Meglio non correre nessun rischio, puntando ad avere Zaniolo pronto per l'inizio della prossima stagione (che, peraltro, chissà quando inizierà) in cui, oltretutto, per lui ci sarebbe anche la possibilità di andare a giocare quell'Europeo che altrimenti gli sarebbe stato negato.

Il mercato

Eh già, ci sarebbe pure il mercato, con il corollario certo non di secondaria importanza delle plusvalenze. Mercato che, nonostante le regole dicano che dovrebbe cominciare il prossimo primo luglio, di fatto è già in corso. E chi dovesse dire il contrario, sa bene che direbbe una falsità. La Roma ha quattro giocatori in prestito, scadenza il prossimo trenta giugno: Smalling, Mikitharyan, Zappacosta e Kalinic, con il solo croato che ha un diritto di riscatto prefissato, gli altri sono in prestito libero.

Croato, peraltro, che al novantanove per cento non sarà riscattato. Il ds Gianluca Petrachi, al contrario, ha già fatto più di un passo con il Manchester United per l'acquisto di Smalling, dopo che il difensore inglese aveva fatto sapere di gradire una permanenza in giallorosso. Operazione, pure questa, che è stata però congelata, in attesa che si definisse il passaggio di proprietà. A tutto questo, poi, si è aggiunta l'emergenza sanitaria che ha ulteriormente bloccato la questione. Così come quella per Miitharyan, l'altro giocatore in prestito che soprattutto Fonseca vorrebbe continuare ad avere a disposizione anche nella prossima stagione.