Sono giorni strani e tristi e non ne sono "immuni" neanche luoghi che nel nostro immaginario sono considerati di "svago" per definizione. A Trigoria e all'Eur, nella sede societaria di viale Tolstoj, lì dove fino a pochi giorni fa si studiavano strategie calcistiche e si valutavano dossier finanziari per definire il passaggio delle azioni nelle mani del gruppo Friedkin, in questi giorni si è tutti totalmente concentrati sulle conseguenze alla lotta al Coronavirus e si aggiusta così di volta in volta il tiro da una parte per assecondare le indicazioni governative e dall'altra per interpretare o addirittura anticipare le decisioni prese dagli organi nazionali e internazionali a cui la Roma è associata.

Ieri sono state prese due decisioni: la prima riguarda la squadra, che è stata fermata per la prima volta da quando si è entrati in questa straniante emergenza (per ora solo tre giorni di riposo, con ripresa fissata per domenica alle 11, ma come vedremo dipenderà dall'Uefa), la seconda riguarda invece la società che ieri ha rotto gli indugi e ha scritto proprio all'ente calcistico continentale, da una parte per chiedere nuove indicazioni in vista dell'unico teorico impegno agonistico che la squadra dovrebbe preparare (l'ottavo di Europa League col Siviglia, in qualsiasi forma e in qualsiasi luogo si decidesse di giocare), dall'altra per promuovere con decisione l'auspicio che finalmente ci si fermi tutti. Ma l'Uefa per il momento, come raccontiamo in altre pagine, ha deciso di non decidere.

Già nei colloqui informali di questi giorni, nei meandri delle discussioni sull'opportunità/possibilità di volare in Spagna per affrontare la gara d'andata col Siviglia che alla fine l'Uefa è stata costretta a rimandare, la società aveva più volte suggerito ai suoi interlocutori - soprattutto Giorgio Marchetti, il segretario Uefa italiano che abbiamo imparato a conoscere guardando le cerimonie dei sorteggi - di prendere in considerazione l'ipotesi di un blocco totale delle competizioni, sull'onda di quello che stava accadendo in Italia.

Ma di fronte all'irremovibilità mostrata è stato deciso ieri di mettere per iscritto il proprio punto di vista. Logico che l'aspetto che interessa più adesso i dirigenti romanisti sia il futuro a breve termine della squadra: questo è il motivo per cui, a differenza di quello che hanno deciso altri club, Fonseca non ha potuto sospendere del tutto l'attività e ha dato appuntamento ai ragazzi per domenica mattina, dopo tre giorni di riposo. Se l'Uefa nel frattempo non avrà deciso per la sospensione totale, la squadra tornerà a lavorare per preparare la partita che evidentemente qualcuno avrà messo ufficialmente in calendario, chissà dove e come. Ma a naso, prima o poi anche l'Uefa dovrà arrendersi all'evidenza e al momento sembra assai più probabile che si fermi tutto, magari già da oggi.

Dal punto di vista dei protocolli precauzionali, del resto, la Roma già prima dei decreti governativi aveva adeguato alla necessità i propri standard di sicurezza, ovviamente con un doppio livello di applicazione. Per dirigenti ed impiegati della sede di viale Tolstoj è stato deciso su diretta indicazione del Ceo e Ad Fienga di applicare dove possibile lo smart working con riunioni ormai effettuate quasi esclusivamente con la modalità della Conference Call, e conseguente aumento degli ausili sanitari per tutte le crescenti necessità di sanificazione e igienizzazioni. A Trigoria poi, fino all'ultimo allenamento di mercoledì si è seguito un rigidissimo protocollo che era stato applicato anche prima dei decreti, con la temperatura rilevata da personale specializzato all'arrivo al parcheggio e tutte le altre precauzioni che abbiamo ormai imparato a conoscere (locali continuamente areati, distanza interpersonale di almeno un metro in tutti gli spazi comuni e attività di specifica informazione per impiegati e soprattutto calciatori dopo le varie esposizioni dei decreti governativi).

A conferma poi dell'alto livello di attenzione deciso dalla società c'è anche l'iniziativa, che riguarda nello specifico l'area comunicazione, di dedicare una pagina apposita del sito ufficiale (richiamata con grande evidenza sulla homepage) con tutti gli aggiornamenti degli effetti che la lotta al Coronavirus sta riverberando sul mondo del calcio. Nella pagina interna, in evidenza c'è il link che rimanda all'iniziativa della Roma sulla piattaforma gofundme.com di cui parliamo nel box di questa stessa pagina, e sotto l'elenco asciutto delle notizie continuamente aggiornato: ieri spiccavano i riferimenti alla positività di Manolo Gabbiadini, alla quarantena imposta ai calciatori del Real Madrid in seguito al caso di positività del cestista dei blancos della squadra di basket, dello stop alle gare deciso dalla Liga e della prossima riunione Uefa del 17 marzo, sempre che non si fermi tutto prima.