Si potrebbe semplicemente far affidamento sulla solida tradizione belga: in tutta la sua storia la Roma ha perso una sola partita in questo territorio, nel lontano 1975, a Bruges, 1-0 che fu poi raddoppiato dalla vittoria corsara pure all'Olimpico. Per il resto solo pareggi e vittorie, esattamente la doppia possibilità che servirebbe stasera per approdare agli ottavi di Europa League dopo l'1-0 dell'andata realizzato da Carles Perez (calcio d'inizio ore 18,55). Oppure potrebbe essere utile una sconfitta di misura a patto di segnare almeno un gol mentre ovviamente l'eventuale vittoria del Gent per 1-0 rimanderebbe la questione ai supplementari e casomai ai rigori.

Ma a rileggere la storia delle sfide romaniste in Belgio c'è da stare tranquilli: si passa dal clamoroso 1-7 del 2009 proprio in casa del Gent (ma non giocavano ancora nella bellissima Ghelamco Arena, un gioiello da 22.000 posti che stasera sfiorerà l'esaurito) all'1-2 di Bruges, quando nacque il Po-po-po sulle note di Seven Nation Army (il ritmato ritornello fu diffuso dall'altoparlante dopo il gol di Portillo, e quando Perrotta segnò il raddoppio i tifosi della Roma a mò di scherno intonarono il motivetto, portandoselo poi anche nelle successive partite in Italia), dallo 0-1 di Genk nel 2002 (Cassano) al 2-3 con l'Anderlecht del 1991 (tripletta di Voeller), ai pareggi di Aalst e ancora Anderlecht.

Ma non basterà far affidamento sulla tradizione. Servirà la Roma più giusta, non necessariamente la migliore, ma quella più concentrata, in sintesi quella vista contro il Lecce. Qui alla qualificazione credono ancora, il risultato striminzito dell'andata ha confortato il loro sogno, in fondo è stata l'unica sconfitta di un lungo segmento di risultati utili del 2020, e puntano sullo stesso blocco squadra per riuscire dove hanno fallito all'Olimpico, e cioè a concretizzare le occasioni che hanno avuto. Il tecnico danese Thorup, ex attaccante dell'Odense (che nel 1995 fu eliminato dal Parma di Minotti, stasera seconda voce nella telecronaca di Sky), ci scherzava su ieri in conferenza: «I nostri attaccanti sanno che a Roma hanno sbagliato occasioni importanti, non serve che io li motivi, sanno quello che devono fare». Per loro è un po' la partita della vita. Sanno che stanno facendo un grandissimo campionato (sono secondi dietro al Bruges e puntano al titolo), ma eliminare la Roma sarebbe una bella scorciatoia per la gloria. E nel freddo che si preannuncia (temperature vicine allo zero, nevischio possibile in giornata), un gol potrebbe scaldare gli animi e ribaltare il quadro psicologico.

Ecco perché la Roma non dovrà rischiare di farsi condizionare facendo magari affidamento sul pareggio. Bisogna segnare e vincere, spegnere ogni ardore, semplificare la pratica e chiudere così definitivamente il terrificante avvio di 2020. Dopo il doppio successo dell'Olimpico con Gent e Lecce, la qualificazione raggiunta stasera e magari una buona prestazione a Cagliari domenica metterebbero in archivio tutti i patimenti di questo inizio d'anno.

Thorup ha confessato ieri di aver visto la partita con il Lecce e ne è rimasto impressionato, gli è sembrata una Roma diversa rispetto a quella che aveva affrontato giovedì e anche rispetto a quella che aveva osservato a Bergamo. Sa che tecnicamente il livello è troppo differente, ora che oltretutto a loro manca pure il più chiaro talento della rosa, l'ucraino Roman Yaremchuk. Ma gioca in casa, di fronte alla sua gente, e vuole onorare il ruolo di allenatore emergente, dopo il campionato vinto a sorpresa in Danimarca con il Midtiylland nel 2018. Ed è alla ricerca di nuovi confini: battere la Roma gliene farebbe scavalcare altri. Per la cronaca, qui quando segnano parte la musica techno di Kernkraft 400. Speriamo di non sentirla, o almeno di sentirla cantare di più dai 1300 romanisti presenti. Se qualcuno vuole prepararsi c'è youtube...