È partita bene l'avventura di Carles Perez a Roma. Arrivato gli ultimi giorni del mercato di gennaio dal Barcellona, dopo aver messo in luce alcuni sprazzi del suo talento quando mister Fonseca lo ha buttato nella mischia nei minuti finali della gare con Sassuolo, Bologna e Atalanta, alla prima da titolare (in Europa League contro il Gent) ha subito timbrato con un gol. Il buon momento del giovane catalano non è sfuggito ai media spagnoli, tra cui El Mundo Deportivo, che l'ha intervistato. Ecco un estratto delle sue parole al quotidiano.

Debutto da titolare con gol. Sei riuscito a dormire poi?
"Sì, era molto importante per me. Non credevo sarebbe stato così. Avevo molta voglia e molta fiducia ma non avevo la certezza di segnare. Sono molto contento di aver aiutato il club a vincere dopo molte partite senza segnare".

Per un attaccante fa sempre bene poter iniziare con un gol
"Arrivavo da tre partite nelle quali ero subentrato e ogni volta mi sentivo meglio. Ho avuto l'opportunità di giocare come titolare e ne ho approfittato. Noi attaccanti abbiamo bisogno di sicurezza e autostima e quale modo migliore di segnare per averle. Avevo già la fiducia del mister, del club e dei compagni e spero di continuare così".

Sei arrivato con la nomea di essere un giocatore del Barcellona, passando dall'essere un calciatore delle giovanili a uno di quelli che genera più aspettative a Roma. Come lo hai vissuto?
"Molto bene, come sempre. Sono umile e un gran lavoratore e non bisogna essere o sentirsi migliore di altri. Siamo tutti uguali nel club e voglio guadagnare minuti e aiutare la squadra".

Questo non ti genera ulteriore pressione?
"No, ringrazio il club e vengo qui per aggiungere qualcosa. Vero che qualcosa cambia perché in Spagna avevo un altro ruolo ma spero di aiutare la squadra e fare altri gol".

Con il Barcellona è stato tutto molto veloce: prima l'ingresso in prima squadra, poi il gol e poi sei stato venduto...
"È difficile spiegare perché non so nemmeno cosa sia successo. Non mi hanno dato le spiegazioni che mi dovevano dare, almeno quelle realistiche. L'allenatore mi ha detto che non contava su di me perché c'erano altri giocatori davanti a me, però mi è stato detto a 10 giorni dalla chiusura del mercato, quando il nuovo allenatore era arrivato già da un po' di tempo. Ma il Barça è il mio passato adesso, il mio presente è a Roma e voglio essere un giocatore importante per loro".

Il Barça ti ha sostituito con Braithwaite, che viene dal Leganès...
"A volte si prendono decisioni corrette e altre no. Il Barcellona vuole vincere ma non si ha pazienza con i giovani. Non ho molta voglia di parlare di questo. Sono grato al Barcellona per tutto quello che mi ha dato e tutto ciò che ho appreso lo so grazie a loro e questo mi ha permesso di arrivare in un grande club come la Roma. Non si sono comportati bene alla fine ma sono comunque grato".

Ci sei rimasto male?
"Più che altro per le modalità. Ho dato tutto per il Barcellona fin da bambino, il mio sogno era arrivare in prima squadra e c'ero arrivato, ma ora me l'hanno portato via senza ragione. Parlano molto della cantera ma poi fanno tutto il contrario. Comunque non ho un brutto ricordo del club, gli sono grato, solo non ho gradito i modi, niente di più".

Avevi molte proposte. Come mai la Roma?
"Avevo molto offerte dalla Germania, dall'Italia e dalla Spagna. Mi ha chiamato mister Fonseca e ho parlato con lui e quando un allenatore ti chiama è perché ha tanta fiducia in te. Mi ha convinto per quello che mi ha detto e trasmesso. Ho pensato al club, alla squadra, alla città e mi convinse. Non mi sono sbagliato e sono entusiasta di stare qui".

Che obiettivo ti sei posto qui?
"Di migliorare come giocatore. Il campionato qui è diverso e dopo la mia tappa al Barcellona qui posso migliorare sotto molti aspetti. Desidero diventare un giocatore importante qui, ancor di più dopo quello che ho vissuto con i tifosi giovedì. Senza parole"