Dunque: linea difensiva a quattro. E fin qui davvero nulla di strano. Poi però uno anticipa: Bruno Peres esterno destro, Spinazzola sulla preferita corsia sinistra, Smalling e l'ex comandante Fazio coppia di centrali. Alzi la mano chi, anche solo qualche settimana fa, avrebbe immaginato un quartetto di questo tipo. Non vediamo mani alzate. Del resto, ci sembra ovvio visto che nella partita che vale un bel pezzo della prossima Champions League, Fonseca, come quasi sempre in questa stagione, si trova alle prese con una serie di problematiche fisiche e scadimenti di forma che lo obbligano a inventarsi un quartetto assolutamente inedito, quartetto che, siamo pronti a scommettere, difficilmente rivedremo in un futuro più o meno prossimo.

Finta abbondanza

Eppure se c'è un reparto in cui il tecnico portoghese può contare su un minimo d'abbondanza, è proprio quello difensivo. In particolare nei due ruoli dei centrali in cui la Roma, dopo il mercato di gennaio che ha visto arrivare Ibanez (proprio dall'Atalanta) e rimanere Juan Jesus, può vantare sei giocatori a libro paga. Ma prendiamo ruolo per ruolo.

A destra, in teoria, considerando che Florenzi sta a Valencia con la varicella (roba da non crederci) e Zappacosta sta completando la riabilitazione da un crociato che alla Roma non si nega a nessuno, Fonseca può contare su tre opzioni, per dirla con un termine molto caro al portoghese: Brunetto nostro e vostro, Santon e Spinazzola anche se l'ex atalantino non ama troppo giocare sulla corsia destra. Ma considerando che la riapparizione a sinistra di Kolarov, contro il Bologna, tutto è stata meno che un successo, Spinazzola sembra destinato a giocare a sinistra con Brunetto nostro e vostro favorito per sistemarsi sulla corsia opposta.

Passiamo ai centrali difensivi. Che, in questo caso, saranno determinati dai centrocampisti. Ovvero dalle contemporanee assenze dell'infortunato Diawara (pare che la terapia conservativa stia dando risultati positivi) e dello squalificato Cristante che sarebbe sì stato un altro ex della partita, ma che certo contro il Bologna tutto aveva garantito meno che certezze. E allora chi al fianco del superstite Veretout? A Fonseca, a meno di invenzioni clamorose, restano tre possibilità: arretrare Pellegrini lasciando poi l'interrogativo a chi affidare il ruolo di trequartista centrale; rispostare in avanti Mancini che nel ruolo di mediano aveva dato risposte importanti nel prolungato momento di emergenza; lanciare dall'inizio l'appena arrivato Villar, opzione che il tecnico ieri, nel corso della conferenza stampa, ha praticamente escluso visto che ha parlato chiaramente di volere in campo giocatori che nella carta d'identità abbiano scritto anche la parola esperienza.

Quindi? Mancini avanzato, Pellegrini confermato come trequartista. Scelta che, ovviamente, apre un altro interrogativo: chi al fianco di Smalling al centro della difesa? Juan Jesus neppure a parlarne, Ibanez pure, la maglia se la giocheranno Fazio e Cetin. E, considerando sempre la parola esperienza, l'ex comandante sembra destinato a ritrovare il campo dopo un'assenza ormai arrivata a due mesi, ultima presenza in campo nella vittoria casalinga (l'ultima all'Olimpico) contro la Spal del 15 dicembre dello scorso anno.

Può essere che le nostre informazioni e deduzioni, oggi Fonseca le smentisca con scelte diverse, sta di fatto comunque che contro l'Atalanta, in novanta minuti che profumano di Champions, la Roma dovrà andare in campo con un quartetto difensivo impensabile fino a pochi giorni fa. Il tutto dopo che nelle ultime due partite, contro Sassuolo e Bologna, la fase difensiva è tornata a essere purtroppo un problema di grande attualità, viste le sette pappine complessive incassate, quattro a Reggio Emilia, tre contro la squadra di Mihajlovic, e, anche, la sensazione di fragilità totale che la squadra ha evidenziato negli ultimi centottante minuti di campionato.

Non è da escludere, peraltro, che Fonseca decida per una linea a quattro finta. Nel senso che Mancini posizionato davanti ai difensori, non è da escludere che faccia il terzo centrale, arretrando sulla stessa linea di Fazio e Smalling. Qualunque saranno le indicazioni tattiche del tecnico portoghese, sarà necessario che la Roma torni ad avere quell'organizzazione difensiva che le aveva consentito di piacere dopo gli stenti delle primissime partite di campionato. Non sarà facile. Soprattutto perché di fronte avrà il migliore attacco del campionato, capace di un gioco offensivo che ha fatto male a molti grazie anche a un'intensità di gioco stupefacente.

Fonseca ha ribadito che vuole vedere una Roma coraggiosa anche a Bergamo. Dovrà esserlo a cominciare dalla difesa, che, ovviamente, dovrà contare sull'aiuto di tutti gli altri reparti in una Roma che dovrà essere stretta, altrimenti speriamo bene.