Due gol per centrare altrettanti traguardi personali. Due gol per raggiungere Montella nella classifica all time dei bomber romanisti e per superare il bottino complessivo della passata stagione (tredici ora, quattordici a maggio scorso). E proprio di questi tempi, un anno fa, a Bergamo ha firmato una doppietta, che però non è bastata a portare a casa la vittoria. Ma a Edin Dzeko probabilmente basterebbe anche una sola rete, se servisse per accompagnare la Roma fuori dalle secche nelle quali sembra impantanata dall'inizio del 2020. O anche nessuna: nonostante le sue cifre siano impressionanti, il bosniaco ha dimostrato coi fatti di giocare molto più per la squadra che per la gloria individuale.

L'Atalanta è una di quelle squadre che al numero 9 giallorosso richiama diverse soddisfazioni personali e poche collettive. Da quando è arrivato a Roma quasi cinque anni fa, Dzeko ha disputato nove partite contro i nerazzurri (domani diventerà la gara nella quale vanta più presenze in Serie A), mettendo a segno quattro reti e dispensando anche un assist decisivo. Quasi agli antipodi il ruolino di marcia della squadra, che nel periodo preso in esame ha centrato una sola vittoria - proprio a Bergamo, nel match d'esordio della stagione 2017-18 - a fronte di quattro pareggi e altrettante sconfitte.

La Dea targata Gasperini si è ritagliata negli ultimi tempi il ruolo di avversario-tabù. E la corsa alla Champions dell'annata in corso, come di quella precedente, certifica che il livello raggiunto è ormai più che elevato. La classifica del 2019 l'ha lanciata nell'Olimpo della competizione europea più prestigiosa; quella attuale ha sancito il sorpasso ai danni proprio della Roma nell'ultimo turno. Motivo in più per cercare una vittoria che rimetterebbe la corsa verso le prime quattro posizioni su binari più consoni alle ambizioni giallorosse. Allo stato attuale centrare i tre punti al Gewiss Stadium appare un'impresa quasi proibitiva.

Ma è in situazioni come queste che deve subentrare il carisma e l'esperienza degli uomini più rappresentativi. Dzeko fa parte del novero da sempre e con la partenza di Florenzi in direzione Valencia, le sue responsabilità sono senza dubbio aumentate. La fascia che porta sul braccio è ormai non soltanto saltuaria: è lui il capitano designato, è lui che è stato chiamato in causa come leader riconosciuto, anche dalle recenti parole di Fonseca e Petrachi. È sulle sue spalle che ancora una volta graverà il peso di un reparto offensivo ancora poco prolifico rispetto alla mole di occasioni create. La sfida di domani è difficile, non impossibile. La paura poi non può più essere contemplata: i bonus sono esauriti. E quando il gioco si fa duro, Edin è sempre in prima linea.