Cerchi il Gran turco di qualche tempo fa, trovi Under. Di nome e purtroppo anche di fatto, con le due sole reti stagionali all'attivo. Eppure a gennaio Cengiz ha avuto le sue occasioni. Sei partite consecutive da titolare fra campionato e coppa (più l'ora circa in campo nell'infausto giorno dell'infortunio di Zaniolo), ma senza incidere. Quasi mai. Due buone prestazioni: contro il Genoa a Marassi (dove è arrivato anche l'unico gol da settembre a oggi) e nel derby, in mezzo a tante altre più che deludenti.

In linea con quelle del resto della squadra, che ha inanellato una preoccupante serie negativa nel nuovo anno. Nel precampionato Under era stato indicato come uno dei calciatori ideali per il gioco di Fonseca: rapido, dotato di ottima tecnica individuale, in grado di saltare l'uomo e creare superiorità numerica, mancino con la capacità di giocare sulla destra, accentrarsi e andare al tiro anche dalla distanza. Tutte qualità che il tecnico portoghese aveva cercato (e trovato) nei suoi esterni offensivi durante l'esperienza sulla panchina dello Shakhtar. E che lo stesso Cengiz sembrava mettere in campo a inizio stagione: in gol e fra i migliori in campo alla prima giornata col Genoa, subito stoppato dall'infortunio dopo il derby d'andata (mentre era in ritiro con la propria nazionale).

Il ko al bicipite femorale lo ha tenuto fuori per due mesi, poi il rientro in campo in tono minore che lo ha tenuto in panchina fino a Natale, infine questo scorcio di 2020 fra tanti bassi e pochi alti. Risultato: poche certezze, per il turco e per Fonseca, che già dalla prossima a Bergamo potrebbe preferirgli Perez.