Bisognerebbe clonarlo. In assoluto, perché replicare Strootman è un sogno che accompagna il romanismo dalla prima volta in cui ha indossato il giallorosso. E in particolare in questa fase. Delicatissima, perché la Roma si è timidamente affacciata fuori dalle sabbie mobili della crisi. Non solo: il centrocampo numericamente arranca, fra infortuni e squalifiche. Il reparto non può che essere affidato a Kevin, che ha le spalle abbastanza larghe da poterne sostenere il peso. Anche da solo (o quasi).


D'altra parte la prolungata assenza di De Rossi ha già posto l'olandese al centro della squadra. In senso figurato e letterale. Il Capitano manca dalla gara con il Sassuolo del 30 dicembre scorso e Strootman da allora ha ricoperto il ruolo di regista, spostando il proprio raggio d'azione dalla mezzala alla copertura della difesa, lì nel mezzo. Un olandese al volante. Anche con buoni risultati, in particolare nella sfida di San Siro contro l'Inter e nell'ultima al Bentegodi. Domenica scorsa Di Francesco ha messo in campo una linea con due mediani (Pellegrini insieme all'olandese), avanzando Nainggolan sulla trequarti: la produzione di gioco ha sensibilmente giovato della mossa tattica. Lo stesso Strootman è sembrato molto più a proprio agio nel nuovo scacchiere, prendendo di fatto possesso del centrocampo.


La stagione non era cominciata secondo le aspettative per Kevin, che ha risentito di un evidente calo di forma nella prima parte per poi risalire a piccoli passi verso una condizione apprezzabile, che attualmente lo pone al secondo posto fra i centrocampisti più utilizzati dal tecnico, alle spalle del solo Nainggolan. Se nel prossimo turno con il Benevento dovesse giocare l'intera partita, supererebbe i 1.500 minuti in campionato e i duemila complessivi. Kevin ha dovuto rinunciare per una contusione muscolare alla sfida casalinga contro il Napoli (che per lui evoca ricordi agrodolci: un gran gol all'Olimpico in Coppa Italia, ma anche il terribile crac che lo ha tenuto lontano dal campo per quasi due anni, subìto al San Paolo). Le altre gare non giocate sono state dovute a normali avvicendamenti tecnici, durante il periodo del ricorso più intenso al turnover. Finché l'ossatura della squadra non è stata chiara. Con lui tornato titolare pressoché inamovibile.


Adesso però il centrocampo è ridotto all'osso dalle squalifiche di Nainggolan e Pellegrini, oltre che dalle condizioni fisiche di De Rossi e Gonalons. La certezza è sempre Strootman, che peraltro due giorni dopo la partita con il Benevento festeggerà il compleanno: 28 primavere, cinque delle quali trascorse in giallorosso. Un rapporto lungo, intenso, di stima reciproca. Con la Roma, come con i suoi tifosi. Fortificato dal periodo dell'infortunio e degli interventi chirurgici: durante l'infinito decorso post-operatorio i romanisti (sostenitori, dirigenti, allenatori, compagni) gli si sono stretti intorno.


E Kevin ha ricambiato a modo suo, senza sorrisi di circostanza ma legandosi ulteriormente a una maglia che sente sempre più sua. Un rapporto talmente profondo da non essere minato neanche dalla follia social. Dopo la gara di Verona, qualcuno lo ha rimproverato per il gol fallito durante il recupero, "augurando" la morte alla sua famiglia. La replica dell'olandese è stata esemplare, sarcastica ed elegante al tempo stesso: un applauso e un commento breve ma eloquente, «la gente su internet in questi giorni». Tanto evidente la vittoria morale sul molestatore da tastiera, da costringerlo a una grottesca retromarcia: «Scusa, non intendevo questo. Ero arrabbiato per l'errore. Spero Dio protegga te e la tua famiglia. Buona fortuna».


A fronte di qualcuno che perde il lume della ragione - sia pure momentaneamente - ce ne sono tanti che continuano a vedere Kevin come un simbolo. Riconosciuto anche dalla società, che gli ha rinnovato il contratto nella scorsa primavera fino al 2022 e nell'ultima sessione di mercato ha rifiutato un'offerta importante per lui. Finché c'è l'olandese al volante, sono tutti più sereni.