Sono diverse le cose da evitare nel giorno di juventus-ROMA.

La prima è quella di ripercorrere, mentalmente, tutti gli episodi arbitrali che hanno condizionato il risultato di diverse partite contro i bianconeri: il rigore su Gautieri, i guanti di Aldair, il controfallo di Cicinho, Ramon Turone, il tuffo di Zalayeta e poi tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto altro ancora fino alla scintillante pietra miliare di inizio ottobre del 2014. Lì, con due fantasiosi calci di rigori concessi e un gol irregolare convalidato, l'arbitro Gianluca Rocchi riuscì a surclassare, nell'immaginario collettivo, le capacità del signor Byron Moreno.

La seconda cosa da non fare assolutamente nel giorno, in particolare, di questo juventus ROMA è quella d'andare a controllare chi è stato designato per dirigerla.

Terza: ripensare al trattamento ricevuto a Torino dal presidente Dino Viola.

E poi ancora, la quarta: il certificato medico di Emerson, il caraibico sole torinese di Jonathan Zebina, i baci sulla maglia di Miralem Pjanic e poi, andando ancora più indietro con la memoria, il gioco delle tre carte con cui un personaggio, ancora a libro paga della ROMA, riuscì a portare Ciro Ferrara e Paulo Sousa in Piemonte anziché nella Capitale.

Vi consiglierei, e siamo alla quinta, di risparmiarvi anche il «Mai alla juventus» di Fabio Capello.

Ma la realtà è che la lista sarebbe troppo lunga… tanto che potrei continuare ad imperversare fino all'ultima pagina del giornale nel raccontare, in quasi un secolo di sfide, tante altre grottesche circostanze in cui noi avremmo pure perso le partite ma tanti altri, invece, la faccia. E allora mi fermo qui.

Esortandovi a non ripetere il mio stesso errore perché, manco a dirlo, io, invece, a tutte queste cose ho iniziato a ripensarci fin dal triplice fischio di Genoa-ROMA e, adesso, mi ritrovo a contare i secondi che mi dividono da questa partita che mai e poi mai sarà come tutte le altre.
Tic-toc, tic-toc, tic-toc…