Dal 12 gennaio la Roma ha un tifoso in più. Si tratta di un bambino finlandese che qualche settimana fa si trovava in vacanza nella Capitale con la famiglia ed è andato a vedere la partita di campionato contro la Juventus. Se l'intento iniziale era quello di assistere da vicino al suo idolo Cristiano Ronaldo, non appena la Curva Sud ha iniziato a cantare e a sostenere la squadra giallorossa, il piccolo è stato rapito da quella passione e da quei colori, e qualcosa in lui è cambiato: è diventato della Roma.

Questa la lettera che ci ha inviato il nostro lettore Marcello, che a Helsinki è l'insegnante di svedese del bambino.

"Mi chiamo Marcello e scrivo da Helsinki, dove vivo dall'estate 2018. Dopo quasi dieci anni (ora ne ho trentadue) di precariato nelle scuole di Roma e provincia ho deciso di provare un'esperienza altrove e ho trovato lavoro come insegnante in una scuola dell'infanzia in lingua svedese di Helsinki. Lo svedese qui è lingua ufficiale perché c'è una minoranza della popolazione (pari al 5%) che la parla come madrelingua. Io l'ho imparato quando avevo diciannove anni per curiosità e per un "nunsesammai" che dopo un decennio mi è tornato parecchio utile. La scuola ha sessantatre bambini di cinque anni, io gestisco insieme a due colleghi, un gruppo di venti bimbi.

Ma vengo al dunque. Martedì mattina, un bambino di un altro gruppo, sapendo che sono romano, mi è venuto incontro insieme a sua madre con una voglia matta di raccontarmi che avevano passato il weekend a Roma ed erano andati a vedere la partita di campionato contro la Juventus. Mi ha raccontato che all'inizio l'emozione più grande per lui era l'idea di vedere giocare Cristiano Ronaldo ed era rimasto contento quando il portoghese ha segnato il rigore, ma poi la curva, lo stadio che cantava "Roma, Roma, Roma", il grande secondo tempo della squadra di Fonseca, gli hanno fatto togliere di dosso la maglia bianconera che portava e ha iniziato a gridare forza Roma insieme ai sessantamila dell'Olimpico.

Mi ha detto: «Marcello, domenica sono diventato, e sarò sempre della Roma!». Anche la mamma mi ha confessato di non essersi mai emozionata così tanto ad una manifestazione sportiva, soprattutto quando tutto lo stadio ha intonato l'inno della nostra squadra del cuore.Mi ha ricordato molto il momento in cui sono "diventato" romanista, avevo soltanto un paio di anni più del bambino di cui ti raccontavo. Era il settembre 1996 e vidi all'Olimpico la Roma battere in Coppa Uefa la Dinamo Mosca. Damiano Tommasi fece un goal assurdo (probabilmente non così volontariamente).

Vi saluto e vi auguro uno splendido fine settimana, sperando che la Roma ce lo renda ancora più bello".