Ore 18.46, arriva il comunicato della Roma: «Nicolò Zaniolo è stato sottoposto alla ricostruzione autologa del legamento crociato anteriore del ginocchio destro e alla sutura della lesione del menisco esterno. L'intervento chirurgico è tecnicamente riuscito». E via col link al sito con i dettagli: «L'intervento chirurgico eseguito a Villa Stuart dal Prof. Mariani e alla presenza del Responsabile Sanitario dell'AS Roma, Dott. Causarano, è tecnicamente riuscito. Il calciatore inizierà da domani la fase riabilitativa».

Tre minuti dopo, nuovo tweet del club, che riporta le parole del ragazzo: «Grazie a tutti per l'affetto che mi avete trasmesso in queste ore. Non vedo l'ora di tornare. Forza Roma». Come prassi, in questi casi, accompagnato dalla foto del giocatore col camice, sul letto d'ospedale, che sorride e alza i pollici dopo l'operazione. Poi è toccato allo stesso Zaniolo commentare sul proprio profilo Instagram: «Operazione riuscita. Forza Roma sempre».

Di buon mattino

Era arrivato a Villa Stuart un paio di minuti prima delle 9 il giovane talento giallorosso, accompagnato dalla madre Francesca e dalla fidanzata Sara, che sono rimaste con lui tutto il tempo: ad attenderlo, ben prima delle otto, Gianni, dell'ufficio stampa del club. Mentre il medico della Roma, Andrea Causarano, è arrivato insieme al giocatore. Che quando è sceso dall'auto - posto del passeggero, ovviamente - è stato attorniato da una piccola folla di cronisti. «Piano, piano, se no ce lo rompete pure voi...», la battuta di uno degli accompagnatori.

Stampelle, felpa grigia con cappuccio calato sul visto, nessuna voglia di parlare, come è logico per un ragazzo che sognava un girone di ritorno e un Europeo da protagonista, e ora rischia molto seriamente di tornare a calciare il pallone in gare ufficiali solamente a fine agosto, ovvero nella prossima stagione. Chi lo ha visto, parla di un ragazzo che poco dopo era già passato dalla fase di umor nero alla reazione positiva di chi non vede l'ora di tornare in campo, e che per questo comincerà prestissimo a fare lavori specifici per evitare di perdere il tono muscolare durante la fase di inattività forzata.

Il giro delle visite era partito già domenica sera, con capitan Florenzi che lo era andato a trovare direttamente a casa: retroscena raccontato direttamente dal vicepresidente Baldissoni, che è stato il primo a presentarsi in clinica, alle 9.40, da solo. Si è fermato poco meno di mezz'ora, mentre a Trigoria la squadra si preparava per l'allenamento, previsto per le 11.

Seduta da cui era ovviamente esentato Davide Zappacosta, che da queste parti è venuto a operarsi, pure lui al legamento crociato, a ottobre, e non è ancora tornato in campo. Nessuna visita di controllo: «Sono venuto qui a trovare Nicolò», ha dichiarato. A Villa Stuart correvano voci anche sull'arrivo dell'altro grave infortunato di domenica sera, il turco bianconero Demiral, uscito dal campo dopo 19 minuti (e il gol che ha sbloccato la partita, un colpo di stinco valso il suo primo centro in bianconero, con la gentile collaborazione d'un distratto Kolarov). Non ha avuto il tempo di goderselo, visto che ha rimediato esattamente lo stesso infortunio del romanista: non solo la lesione del crociato anteriore ma anche l'associata lesione meniscale, unica differenza che il ginocchio coinvolto è il sinistro e non il destro. Solo che alla fine il turco non è venuto, lo hanno portato al J-Medical, a Torino.

In compenso a Villa Stuart - dove è ricoverato l'olandese Memphis Depay, ex Psv e Manchester United, ora al Lione, che ha già fatto gli auguri al giallorosso - nel pomeriggio si è fatto vedere Federico Fazio, che ha saltato le ultime due partite per un risentimento all'adduttore destro: era lì per una serie di esami, ne ha approfittato per salutare il compagno di squadra. Gli altri hanno fatto sentire la propria vicinanza soprattutto attraverso i social, mentre Florenzi è tornato a trovarlo in clinica. Nella struttura di Monte Mario ha fatto capolino in serata anche il Ceo della società Guido Fienga. Dopo la visita mattutina di Baldissoni è stata l'ennesima prova di affetto del club verso il suo gioiello.