Non è tanto l'amaro finale, quanto la consapevolezza di non averlo meritato né all'andata né al ritorno, a rendere indigesta la doppia cena con i commensali tedeschi. E si sa che i bocconi che si bloccano dove non dovrebbero, creano dolori lancinanti. Fanno piegare. Ma in questo momento bisogna compiere uno sforzo ulteriore e tirarsi in piedi. La Roma ci resta. Nonostante il risultato e le inevitabili complicazioni che ribadiscono quelle già aleggianti al termine della sfida dell'Olimpico. In casa nostra ci ha pensato un arbitraggio ai limiti del grottesco a negarci una sacrosanta vittoria, ieri in Germania una serie di eventi che definire sfortunati è puro eufemismo: l'autogol di Fazio (dopo un'azione semi-innocua nata da un pallone nettamente fuori: a quando la Var nella prima fase di Europa League?); qualche ripartenza sprecata sul più bello; la zuccata di Thuram sul fotofinish.

In mezzo ai vari episodi determinanti, una Roma a due marce. Basse nella prima parte, quando però anche gli avversari hanno fatto pochino per pungere. Molto più alte nella ripresa, come da abitudine consolidata nelle ultime settimane (quelle di un mini-ciclo che resta comunque più che positivo). Nel complesso però ha corso più pericoli la capolista di Bundesliga, quantomeno potenziali. Se una delle due squadre meritava quattro punti su sei, non si trattava certamente del Borussia. I risultati della doppia sfida hanno maledettamente complicato la classifica, la cui vetta appariva in pugno appena fino a due settimane fa. Molto meno complessa la qualificazione, che può essere centrata anche con quattro punti, ampiamente alla portata nelle prossime due gare del girone. Nulla è perduto, anche se a una prima occhiata molto sembra compromesso. Ma questa squadra ha dimostrato di saper reagire a qualsiasi avversità, come in parte ha fatto anche in Germania. Certo è che è viva. E lotta insieme a noi. Nemmeno il tempo di rimboccarsi le maniche e l'occasione di riscatto è già alle porte: la offre la trasferta di Parma. Vincere per voltare subito pagina e poi (ri)addolcire anche le notti europee.