E quattro. Uno dietro l'altro, sommando fanno cinque gol stagionali, nel giorno della sua cinquantesima presenza con la maglia della Roma. E quattro. Con una continuità che fa rima con qualità. Quella di Nicolò Zaniolo. Si era sbloccato contro i turchi dell'Istanbul nella prima fatica europea della stagione. Poi un periodo lontano dalle copertine. A rimettercelo ci ha pensato Fabio Capello e di questo non finiremo mai di ringraziarlo. Il tecnico del terzo scudetto, aveva pensato bene di consigliare il baby dell'Inter Esposito di non fare come Zaniolo. Appunto. E quattro. Il ragazzo ha preferito non rispondere a parole. Lo ha fatto in campo. Cominciando ancora in Europa contro il Borussia con un capocciata vincente, poi vanificata solo dalla follia di un arbitro incapace. Da lì, non si è più fermato. In rapida sequenza: il sinistro a rientrare con cui ha matato il Milan; il sinistro sotto le gambe del portiere a sbloccare la partita contro l'Udinese; e poi, ieri pomeriggio, ancora con quel suo sinistro che andrebbe assicurato per una montagna di soldi, con un tiro che è andato a togliere la ragnatela dall'incrocio. Un tiro di una qualità straordinaria.

Solo chi non ha mai giocato a pallone può non apprezzare quel gesto tecnico e fisico, arrivato al termine di una corsa palla al piede che, a un certo punto, aveva dato l'impressione che il ragazzo avesse perso l'attimo fuggente. Forse. Ma se hai quelle gambe con quella forza dirompente, ti puoi pure fermare e metterla comunque nel sette. Un gol da esterno alla Fonseca. Palla sulla fascia, controllo e corsa verso il centro del campo per tirare con il preferito sinistro per quella regola degli esterni col piede invertito. L'ennesima dimostrazione che questo ragazzo che un po' tutti hanno battezzato chi una mezzala, chi un centrocampista offensivo, chi un trequartista, da esterno sembra sempre più a suo agio. Vuoi vedere che, quasi inconsapevolmente, è proprio quello di esterno il ruolo in cui può garantire con maggiore continuità quegli effetti speciali che fanno parte del suo dna?

Le parole

Con quello di ieri, Zaniolo è arrivato a cinque reti stagionali. Che, sommate alle sei realizzate nella sua prima stagione romanista, lo portano a undici reti complessive. In pratica in meno un campionato visto che nella sua prima annata ha cominciato a giocare con regolarità solo nella seconda parte. Il gol di ieri è probabilmente il più importante segnato in campionato. Un gol che ha lanciato i giallorossi. Un gol che qualcuno ha definito alla De Bruyne, cioè un campione: "Sono felice per il gol, ma soprattutto per la vittoria contro un avversario diretto per l'Europa. Ora tocca continuare a vincere per provare a fare qualcosa di grande. Sono felicissimo del periodo che sto attraversando, spero di continuare così e farne altri. Non dobbiamo fermarci. Questa è una Roma con grandi mezzi, avevamo solo bisogno di ritrovarci dopo la stagione non positiva dello scorso anno. Godiamoci questa vittoria, ma testa agli allenamenti e alla sfida di giovedì in Germania contro il Borussia Moenchengladbach. Non vogliamo fermarci". Non sarà facile contro la capolista della Bundesliga, ma questa Roma che continua a essere incerottata, costretta a rinunciare a una marea di giocatori, sembra essere entrata in una dimensione nuova, grazie a un allenatore con le idee chiare, a un gruppo unito e che ci crede e che con il passare delle partite gioca sempre meglio: "Facciamo una grande fase offensiva per fare una grande fase difensiva. Il mister ci dice di fare così e noi lo ascoltiamo perché i risultati si vedono. Bisogna lottare in questo ciclo di partite. A Genova avevamo giocato sotto tono e nello spogliatoio ci eravamo detti che serviva qualcosa di più. Abbiamo lavorato tutti insieme e i risultati ora si vedono. Contro il Napoli, nell'intervallo il mister ci ha chiesto di ripartire, per affrontare il secondo tempo come i primi venti minuti. I risultati si sono visti". Avoja.