Senza paura per fare 190. Le cifre di Edin Dzeko con la maglia della Roma assumono contorni sempre più importanti dopo ogni partita. Ed è singolare che l'ennesimo record - quello delle presenze con lo stesso club in questo caso - venga raggiunto dal bosniaco nel momento in cui altri avrebbero faticato a giocare.

Vittima di una frattura allo zigomo rimediata nel match con il Cagliari, il numero 9 ha stretto i denti e ha continuato a scendere in campo (con la vistosa maschera protettiva che tanto lo rende simile a un supereroe), complice anche il simultaneo infortunio di Kalinic.

Non può essere al meglio Edin, ma non ha fatto una piega quando è stato richiamato in causa da Fonseca, che potendo scegliere gli avrebbe concesso volentieri un po' di meritato riposo. Mai come in questa fase però, la formazione appare quasi obbligata, dopo la selva di infortuni subiti soprattutto dalla cintola in su.

Non una gara saltata in campionato, compresa quella di Genova, quando nei programmi sarebbe dovuto restare in panchina per fare spazio al suo alter ego croato. Ma il destino ha disposto diversamente, mettendo ko anche l'ex Atletico Madrid (almeno fino a dicembre) e costringendo Dzeko agli straordinari, già dal secondo tempo di Marassi.

La sola partita da spettatore l'ha vissuta in Europa League, in quel di Graz, quando è rimasto seduto accanto al tecnico portoghese per tutti i 90 minuti. Poi un quarto d'ora risparmiato all'esordio stagionale in Coppa contro il Basaksehir, col risultato già in ghiaccio anche grazie a lui (un gol e un assist quella sera) e un'altra gara intera giovedì contro il Borussia.

Con il Milan sarà ancora titolare, toccando quota 190 in giallorosso, un dato che gli permette di superare il suo precedente primato di presenze con un club (il City). La Roma diventa così la squadra con cui ha giocato e segnato di più (92 reti finora), proprio come auspicato in una recente intervista concessa, quando ha rivelato i motivi che lo hanno convinto a prolungare la sua permanenza dopo un'estate densa di dubbi sul futuro. Adesso non ne ha: ora più che mai la sua casa è qui.