L'appuntamento è fissato per oggi davanti alla Corte federale presieduta dal giudice Sandulli. Nel primo pomeriggio la Roma e Paulo Fonseca sapranno se l'appello del club sarà stato accolto, almeno in parte. Il tecnico - che sarà accompagnato a via Po dall'avvocato Conte - si opporrà alla squalifica di due giornate comminata dopo l'espulsione subita al termine della gara contro il Cagliari. Il precedente che ha visto coinvolto l'allenatore del Torino Mazzarri lascia sperare in uno sconto della pena. Il granata era stato espulso in occasione della gara contro il Parma e sanzionato con un turno di stop dal giudice sportivo. Ma il ricorso del Toro è stato accolto e la squalifica cancellata. Procedimento in linea con quanto accaduto negli ultimi anni, quando gli allontanamenti forzati degli allenatori dal campo generalmente portavano ad ammende di carattere pecuniario o a deferimenti.

Il nuovo regolamento

Qualcosa è però cambiato nell'anno in corso, nella sostanza e perfino nella forma: il regolamento attuale prevede l'esibizione dei cartellini - rosso come giallo - anche a chi siede in panchina. Lo stesso Fonseca si è visto sventolare entrambi dall'arbitro Massa alla fine del match col Cagliari. Soprattutto però è mutata la sanzione: ora dovrebbe scattare la squalifica. Ed è proprio alle direttive Fifa che si è appellato il presidente Gravina, quando ha chiesto alla Corte di tornare sui propri passi e confermare la squalifica di una giornata a Mazzarri. I giudici non hanno però cambiato la decisione, restituendo il tecnico granata alla propria panchina senza alcuno stop. Ed è a questo precedente che farà probabilmente riferimento la strategia difensiva della Roma, cercando di far ridurre le giornate da due ad una, in modo da riavere Fonseca già in occasione della gara casalinga contro il Milan, in programma domenica 27. L'allenatore sarà presente davanti al giudice al fianco dell'avvocato Conte anche per ribadire le sue scuse nei confronti del direttore di gara. Scuse già presentate dal portoghese a gioco fermo, partita conclusa e animi sbolliti, a pochi minuti dall'acceso diverbio in campo. In privato come in pubblico. Un atteggiamento che potrebbe concedere un'attenuante a Fonseca, anche se le polemiche mediatiche seguite al comportamento del tecnico non vanno nella stessa direzione. Poi c'è la questione del referto arbitrale, che può fare tutta la differenza del mondo. Sembra che il fischietto di Imperia e i suoi collaboratori (quarto uomo e assistenti, tutti vicini nei momenti più caldi del diverbio) non siano andati leggeri nel resoconto scritto, ora all'attenzione di Sandulli. La sentenza non è ancora scritta, la speranza è che non sia ancora la Roma a fare giurisprudenza.