L'ago della bilancia è ancora lui. Dopo una vita trascorsa a rendersi indispensabile grazie alla sua duttilità per qualsiasi allenatore transitato dalla Capitale, Alessandro Florenzi è ora atteso come il giocatore più necessario del momento. Colpa degli infortuni che si sono susseguiti nell'ultima settimana con inquietante continuità. Lo stesso Capitano, pur senza subire nessun ko di tipo traumatico o muscolare, ha dovuto rinunciare a giocare la partita di Europa League per un forte attacco febbrile. La sua assenza ha sguarnito ulteriormente le fasce della squadra di Fonseca. Il portoghese già deve fare a meno nel reparto avanzato dei lungodegenti Perotti e Ünder, oltre che di Mkhitaryan. E dietro le cose non vanno molto meglio: dopo aver ritrovato Spinazzola - finora utilizzato soltanto a singhiozzo sempre per problemi muscolari - da ieri il tecnico deve rinunciare almeno fino al prossimo anno solare anche a Zappacosta (sempre che non torni al Chelsea), colpito dal grave infortunio ai legamenti. In una situazione simile l'andamento della febbre di Florenzi diventa decisivo. E la storia postata ieri dal jolly di Vitinia sul proprio profilo Instagram non induce all'ottimismo: «Per motivi di salute sono costretto ad annullare la mia partecipazione al Romics. Ho ancora la febbre alta. Mi spiace tanto. Ale», il suo post.

Se dovesse rientrare a Trigoria nella giornata di oggi (con le condizioni di ieri gli è stato concesso dal club un giorno di riposo domiciliare), probabilmente sarebbe in grado anche di scendere in campo domani nella sfida casalinga contro il Cagliari. In quel caso potrebbe essere utilizzato come esterno alto, nella linea dei trequartisti dietro Dzeko, insieme a Kluivert e Zaniolo (che ricoprirebbe la posizione più centrale fra i tre), lasciando basso uno fra Spinazzola e Santon, con Kolarov sulla corsia opposta. O anche da terzino, opzione che indurrebbe a ipotizzare la conferma dei tre fantasisti schierati a Graz e quindi un'altra chance per Pastore, che nell'ultima gara europea non ha convinto. La possibile alternativa è più "di sostanza" e vede il possibile avanzamento di uno fra Cristante e Veretout, con l'altro dei due confermato in mediana accanto a un Diawara in netta crescita. Meno accreditato al momento è un ritorno temporaneo alla difesa a tre (che però è l'unico reparto che in questo momento gode di buona salute fisica), con le corsie occupate da Kolarov e Spinazzola, i due centrocampisti a fare da cerniera davanti alla difesa e i soli Zaniolo e Kluivert a giostrare alle spalle del centravanti. La formula utilizzata con l'Atalanta per schierarsi a specchio con gli uomini di Gasperini non ha dato i frutti sperati. E in una gara da vincere a ogni costo non è l'ora degli esperimenti.