Mentre a Roma si registrano timidi segnali di ripresa a Milano sembra che si stia andando più che di corsa nella realizzazione di un nuovo stadio. Da una parte la Roma che continua a sperare, e credere fortemente, che il peggio sia in qualche modo passato e che ora si possa finalmente avviare l'ultima fase burocratica amministrativa sul progetto di Tor di Valle. Dall'altra parte ci sono invece Milan e Inter che ieri hanno presentato i due progetti che si contenderanno la realizzazione del nuovo San Siro. Un'opera imponente, dal costo complessivo di oltre 650 milioni di euro, e che, oltre allo stadio, prevede due torri, uffici, un centro commerciale, un parco, il tutto nell'area attualmente sede del Meazza.

Un'idea di stadio che ricorda molto quella voluta dal Presidente Pallotta e progettata da Dan Meis. Al vaglio delle milanesi i progetti di due importanti studi di architettura. Quello della statunitense Populous, con un impianto squadrato tra i 60 e i 65.000 posti a sedere, ispirato alle guglie del Duomo e alla galleria Vittorio Emanuele II. E quello, della stessa capienza, dello studio italoamericano Manica Sportium, e che vede un impianto ovale costituito da due anelli intrecciati, a simboleggiare il legame storico tra le due squadre di Milano. Entrambi progetti verrebbero realizzati dopo la demolizione dell'attuale stadio di San Siro. Dei due progetti ne verrà ovviamente scelto solo uno, dopo analisi approfondite e valutazioni realizzate in collaborazione con il Comune. I rappresentanti dei due club, il presidente del Milan Paolo Scaroni e l'amministratore delegato dell'Inter Alessandro Antonello, hanno ieri specificato come i progetti presentati siano ancora passibili di importanti modifiche, e che come quindi nulla ancora sia deciso. L'unica cosa che i due club si sentono di assicurare è che non verrà ristrutturato l'attuale impianto. Scelta che sarebbe troppo onerosa e strategicamente fallimentare. I due club sono anche certi delle potenzialità dell'investimento e del ritorno diretto.

Quantificato in 69 milioni l'anno dallo stadio e 55 dal distretto commerciale, il tutto escluse le partite. I "naming rights" dovrebbero poi portare altri 14 milioni. Ed infine si stima che il nuovo distretto urbano dovrebbe portare ulteriori entrate economiche per un totale di 24,5 milioni. L'obiettivo dichiarato è terminare il nuovo stadio entro il 2026, per permettere di ospitare la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi Invernali. Quindi grande enfasi, come spesso accade a quelle latitudini, su un'ipotesi che però ancora deve trovare solide fondamenta. Infatti già oggi a Palazzo Marino ci sarà una commissione consiliare durante la quale i rappresentanti di Milan e Inter dovranno confrontarsi con i consiglieri comunali. Spetta al Comune l'ultima parola, e la legge sugli stadi prevede alcuni passaggi obbligatori, anche quando si tratta di un'area già adibita ad uso sportivo, come quella in esame. Su tutti oggi è necessaria una Conferenza preliminare in cui va presentato un progetto pressoché definitivo, o quasi. La data da segnare in rosso è quella del prossimo 10 ottobre, entro la quale il Comune meneghino vorrebbe esprimersi.