Indossare il blu, da romanisti, non è cosa facile. Lo faranno domani gli uomini di Fonseca contro l'Istanbul Basaksehir, indossando la nuova terza maglia. Eppure anche il blu scorre nel nostro sangue, non solo perché la Roma è aristocratica e popolare.

Fu proprio il nobile Foot Ball Club di Roma nel 1927 a dare alla Roma i colori più popolari che ci siano, mentre quelli delle più plebee Alba-Audace e Fortitudo-Pro Roma furono messi da parte. Nacque la squadra della Capitale. Come combinazione di colori, com'era naturale che fosse, scelse quella del Comune di Roma. E cosa c'entra il blu in tutto questo? Innanzitutto, il completo da gioco della Fortitudo, anima cattolica e papalina dell'Associazione Sportiva Roma, era principalmente blu con finiture rosse. Non c'è da stupirsi che queste tonalità furono scelte dai Fratelli di Nostra Signora della Misericordia all'atto di fondare una società sportiva a Borgo Pio: la combinazione di colori, utilizzata nel gonfalone della città di Roma ai tempi dello Stato Pontificio, è costante nell'iconografica cristiana. Il blu rappresenta la trascendenza, il divino. Il rosso è un colore terreno, sanguigno. E proprio quando la Roma si è fatta terrena, nel '27, il blu è scomparso.

Stemma e colori della Fortitudo su Wikipedia e una foto del 1918, prima della fusione con la Società Sportiva Pro Roma

Ci vollero 65 anni perché il blu riaffiorasse nella storia delle maglie della Roma. È il 18 marzo 1992 e nel Principato si gioca Monaco-Roma, sfortunato ritorno dei quarti di Coppa delle Coppe. La Roma indossa un modello Adidas simile a quelli usati al tempo dalla Germania: tre strisce giallorosse cingono le spalle dei giocatori su una maglia di un bellissimo blu imperiale. La partita fu persa e la divisa, nonostante la grande popolarità, non fu più indossata. Erano ancora tempi, forse, in cui la scaramanzia prevaleva sul marketing.

Sebino Nela in Monaco-Roma

Otto anni dopo, però, il blu ritorna prepotentemente nella storia della Roma. È l'annus mirabilis 2000-01 e la terza maglia dello Scudetto è un modello "Kombat 2000" della Kappa, tutta blu con dettagli arancioni. Il pubblico la preferisce alla seconda tutta bianca. La Roma gioca in blu a Perugia, a Udine col Vicenza, a Reggio Calabria, così come a Nova Gorica e ad Amburgo in Coppa Uefa. Ed è in blu la Roma il 20 maggio 2001, quando il San Nicola si tinge degli oltre ventitremila giallorossi nel giorno della consapevolezza. L'anno dopo, poi, la Kappa ripropone una versione meno fortunata di terza maglia blu con i fianchi arancioni, usata anche dai portieri in campionato. E ancora nella stagione 2003-04 la Roma indossa una quarta maglia blu in due occasioni vittoriose, a Perugia e a Lecce, quando il settore ospiti saluta Gabriella Ferri con uno striscione.

Cafu a Bari nel 2001

Domani sera contro l'Istanbul Basaksehir torneremo a tingerci di blu. Il modello proposto dalla Nike è un richiamo quasi esplicito alla maglia di Monaco-Roma, al tempo prodotto da Adidas. Sono tanti gli elementi che richiamano gli Anni 90: il colletto in stile polo, il logo vintage Nike Sportswear e la filigrana tono su tono, nella quale appaiono sia l'acronimo ASR sia il Lupetto di Gratton. Il colore della palette Nike è il "blue void", come descritto da un documento ufficiale della Lega Calcio: una tonalità molto simile al "Blu Roma" indicato nel Manuale d'Identità Visiva del Comune di Roma come colore (secondario, ovvio) della città. Sarà la nostra maglia blu come l'Europa, che nella sua bandiera ha il colore del cielo d'Occidente, più scuro rispetto a quello d'Oriente. Speriamo che a schiarirlo sarà la Roma.

Il "Blu Roma" nel Manuale d'Identità Visiva del Comune di Roma