Alberto Aquilani ha parlato a Sky Sport nel corso di un evento presso i campi della squadra che ha acquistato, la Spes Montesacro. Nel pomeriggio la sua squadra ha sfidato la Totti Soccer School (e anche il numero 10 ha parlato). Di seguito le sue parole. 

Alberto, hai un incarico importante a livello giovanile sia da allenatore che da dirigente.
"Ho ritrovato la Spes Montesacro, i primi passi da giocatore li ho mossi qui e quindi sono tornato con entusiasmo. Oggi ho portato i ragazzi della Fiorentina al campo per un'amichevole come premio ai nostri giocatori che si stanno impegnando moltissimo".

Ricordo il gol nel derby e la rabona a San Siro con un'interpetazione meravigliosa di Luciano Spalletti della partita, sono i ricordi migliori della tua esperienza a Roma?
"Sono due ricordi indelebili, come anche la trasversa al Bernabeu. Ho passato tanto tempo a Trigoria e conservo episodi molto belli".

Hai fatto parte del trio delle meraviglie con Totti e De Rossi, ha avuto modo di stare con loro.
"Sono cresciuto con il sogno di giocare alla Roma, fare cose importante in Italia e in Europa con De Rossi e Totti, amici con cui sono cresciuto e idoli della Capitale, è qualcosa d'incredibile, difficile da spiegare. Come dico ai miei ragazzi, se ce l'ho fatta io possono riuscire anche loro".

Chi faresti giocare a centrocampo nel 4-2-3-1 della Roma?
"Ti parlo ormai da tecnico, Cristante è cresciuto in maniera importante rispetto alle passate stagioni, Pellegrini invece è un giocatore forte che deve essere titolare. Loro sono la coppia più affidabile perché Veretout lo conosco poco e Diawara, nonostante mi sia sempre piaciuto, parte più indietro nelle gerarchie. Io prediligo il 4-3-3 come tecnico, ma non è una questione di numeri come dimostra il 4-2-3-1 di Spalletti con Perrotta".

Alla luce del mercato, la Roma è la favorita per il quarto posto?
"Secondo me la Roma parte molto indietro rispetto ad altre squadre per quanto riguarda lo Scudetto o anche il terzo posto. Si giocherà il posto in Champions con altre due squadre. Smalling e Kalinic sono comunque alternative ai titolari, mentre Mkhitaryan non lo conosco bene anche se ha dimostrato di essere un giocatore forte e di grande esperienza. Penso che comunque questi acquisti non cambino radicalmente le prospettive dei giallorossi".

La tua carriera ti ha dato molto meno di quello che meritavi?
"E' una domanda che mi hanno posto spesso. Ho avuto un sali e scendi in carriera per via degli infortuni, ma ho avuto l'opportunità di giocare in grandi club d'Europa e fare tante esperienze culturali conoscendo molti giocatori nel mondo. Quelle che ho fatto sono scelte ponderate, nessun rimpianto".

Cosa pensi di Zaniolo?
"Zaniolo ha iniziato bene la stagione, quando sei giovane ci può stare che il livello scenda rispetto alle aspettative, ma ha un futuro importante perché le qualità sono indiscutibili, deve solo dimostrarle".

Ultimamente De Sanctis ha parlato del settore giovanile e del tetto ingaggi che verrà stanziato, ma anche del fatto che chi è romano e romanista lo deve dimostrare sul campo senza chiedere aumenti. Cosa pensi di questa presa di posizione?
"Penso che sia una cosa giusta, quando facevo parte del settore giovanile vincemmo tutto andando in giro per l'Italia giocando bene ,con Bruno Conti che fece uscire giocatori importanti. La strada da seguire è questa, ma il calcio è cambiato con procuratori che ti fanno credere la luna. Il calciatore prima deve dimostrare e poi chiedere".

Ti ricordi un derby in cui la Roma ha subito così?
"Forse è già successo, ma siamo alla seconda giornata non farei alcun processo. La Lazio sul campo ha dimostrato qualcosa in più, la Roma deve correggere i propri errori e guardare avanti".

Al di là del modulo, quanto tempo ci vorrà a Fonseca per trovare l'equilibrio giusto?
"Ci vuole tempo per Fonseca, non conosce la lingua e con il mercato che finisce così tardi non ha ancora avuto tutto il gruppo a disposizione, bisogna essere fiduciosi e pazienti. Le qualità ci sono, quando ero in Portogallo lo Sporting Braga allenato da lui mi fece una grande impressione, giocava un gran calcio organizzato".

Credi sia stato Capello l'allenatore che ha inciso di più nella tua carriera?
"Mi ricordo che Capello ci prese sotto la sua ala protettiva dando consigli e facendoci crescere. Non sono stato allenato da lui tanto tempo, ma ci ha insegnato cosa significa essere professionisti".

Oltre alla Roma, quale esperienza ti ha dato di più?
"Vestendo la maglia della Fiorentina per 5 anni, conservo bellissimi ricordi con i viola. Anche l'esperienza in Portogallo mi ha segnato moltissimo, lì si lavora tanto e bene".