Diceva Stephen King che per crescere bisogna necessariamente prendere coscienza di quello che siamo stati. È quello che per certi versi sta facendo Nicolò Zaniolo: un ritorno al passato, quello del talento giallorosso, con lo scopo di costruire un futuro ancora non scritto. Nick sa che, se la prima stagione nel calcio dei grandi ha acceso i riflettori su di lui (eletto miglior giovane della scorsa Serie A, come ricorda il badge sulla maglia), il difficile viene adesso: confermare quanto di buono fatto vedere tra campionato e Champions, quando sicuramente non aveva nulla da perdere e tutto da guadagnare. Una volta accesi i riflettori, c'è tutto un corredo di rischi e di ostacoli con cui fare i conti.

Zaniolo se ne è reso conto ben presto, ma tempo e talento sono dalla sua parte. Il calo - fisiologico per un ragazzo di diciannove anni alla prima stagione nel calcio "dei grandi" - patito da marzo fino a maggio è soltanto un vecchio ricordo, dovuto peraltro non solo a questioni individuali: il pessimo rendimento di tutta la squadra non lo ha facilitato, anzi. Quindi, in estate, i continui rumors di mercato, secondo i quali il trequartista di Massa era in partenza a giorni alterni per Torino e Londra: lui non ha fatto una piega, ha rinunciato a qualche giorno di vacanza per mettersi a disposizione di Paulo Fonseca e infine ha rinnovato il contratto con la Roma. Ingaggio notevolmente aumentato e tanta, tanta voglia di giallorosso. «Non ho mai pensato di andare via: sono innamorato di questa maglia e di questa città», le sue dichiarazioni. Parole per nulla di circostanza, anzi: Nick ci crede e lo sta dimostrando con i fatti.

Chi ben comincia

Tornato a Trigoria il 18 luglio dopo gli impegni nell'Europeo Under 21, Nicolò si è messo a disposizione di Fonseca, che fin da subito ha dimostrare di puntare molto sul ragazzo, nel frattempo diventato ventenne. Si è rivisto uno Zaniolo al centro, in tutti i sensi: al centro del progetto e del terzetto che agisce dietro Dzeko. Dopo essere stato spostato a destra da Di Francesco e Ranieri, il numero 22 è tornato nel ruolo più adatto alle sue caratteristiche. Non che non possa agire anche de mezzala o da esterno offensivo, ma farlo agire tra le linee - data la sua abilità nel dribbling, nei movimenti palla al piede e nel tiro - può renderlo letale.

Le buone prestazioni nel precampionato hanno trovato riscontro anche nei primi due impegni ufficiali della stagione, non soltanto dal punto di vista tecnico, ma anche da quello dell'atteggiamento. Nell'esordio contro il Genoa, dopo un buonissimo primo tempo, si è spento, come del resto i suoi compagni: colpa delle gambe ancora un po' imballate, oltre che del gran caldo di fine agosto. Nel derby ha colpito due legni ed è risultato tra i migliori in campo. E al termine della gara, a corredo di una foto su Instagram, un messaggio chiaro: «Noi c'avemo er core grosso... mezzo giallo e mezzo rosso». A dimostrazione del fatto che le chiacchiere (soprattutto quelle estive che riguardano il mercato) se le porta via il vento.

Ieri 45' positivi con l'Under 21, ritrovata dopo il caso del ritardo alla riunione tecnica in Nazionale: ma Mancini - primo fra tutti a puntare su di lui, tanto da convocarlo prima ancora dell'esordio in A - lo tiene d'occhio. Il ragazzo ha imparato la lezione e guarda al futuro. Senza dimenticare il passato. Alla ripresa c'è il Sassuolo all'Olimpico: una gara che evoca bei ricordi nella mente di Nick, che il 26 dicembre scorso ai neroverdi siglava il suo primo gol in giallorosso.