C'è quasi da augurarsi che sia il derby dei calciatori, più che delle tattiche. Perché a oggi, tra il controgioco di Inzaghi alimentato dal talento delle sue mezzeali e l'esasperata ricerca dell'attacco di Fonseca con un'organizzazione difensiva non ancora impeccabile, viene da pensare che sia meglio che venga fuori una partita meno pensata e più istintiva, dove magari possano contare e risultare decisivi i gesti tecnici nel bagaglio dei giallorossi (il colpo di testa di Fazio, un taglio di Ünder, un'invenzione di Zaniolo, una giocata di Dzeko, una punizione di Kolarov). Inevitabile che sia questo il pensiero dominante dei romanisti, maturato sulla consapevolezza che nel breve sia un innegabile vantaggio per la Lazio poter contare sulla stessa formazione dello scorso anno (col solo innesto, migliorativo, di Lazzari al posto di Marusic) piuttosto del cantiere aperto su cui Fonseca sta cercando di edificare la squadra solida del rilancio delle ambizioni.

Il derby alla lavagna

Poi però c'è un derby studiato a tavolino dagli allenatori e qui entriamo nel campo delle lavagne, che possono essere fedeli chiaroveggenti delle geometrie che si vedranno sul campo, ma anche inascoltate consigliere quando sul campo è l'imprevedibilità del destino o del campione a decidere il risultato. Logico pensare che se dipendesse da Inzaghi rigiocherebbe altre 37 volte la partita vinta a Marassi domenica scorsa con la Sampdoria, quando con una condotta aperta, ma mai sbilanciata, e soprattutto contando sulle tremende transizioni concesse dai blucerchiati di Di Francesco, alla fine ha segnato tre gol (due di Immobile, spietato bomber entrato già in forma) praticamente senza soffrire mai. Quali sono gli errori che Fonseca non dovrà ripetere? Intanto va sottolineato che la Lazio è maestra nel controgioco perché sa abbassarsi compatta (con tre difensori perfettamente assistiti dagli esterni alternati, e almeno uno dei centrocampisti pronto a rinculare) e ripartire sfruttando l'abilità tecnica di Luis Alberto e soprattutto Milinkovic, bravo a far salire la sua squadra anche nei rilanci alti indirizzati sempre verso la sua testa.

Il rischio da evitare

Così la più grande avversità tattica cui la Roma va incontro è determinata dalla ripartenza laziale con troppo campo tra i due mediani giallorossi e la linea difensiva, contingenza che costringerebbe esterni o centrali romanisti (a seconda della direzione del contrattacco laziale) ad uscire alti rispettivamente su Lazzari o Lulic, o più centralmente su Milinkovic o Luis Alberto. E loro, muovendo la palla velocemente, o girandosi in un fazzoletto per poi servire il compagno arrembante, guadagnerebbero nuovi metri da gestire in possesso veloce fino ad arrivare nei pressi dell'area con un'inevitabile superiorità numerica. Ed è l'unico momento in cui davvero attaccano in massa, tanto che a riprendere quei palloni lì ci sarebbe da riattaccare immediatamente per capovolgere l'azione in controripartenza. Ma è difficile, perché i centrocampisti sanno gestire bene il pallone e i due attaccanti, Immobile e Correa, sanno attaccare gli spazi con o senza palla. Occhio anche alle sovrapposizioni centrali proprio delle due mezzeali: a volte in corsa mentre il portatore temporeggia loro lo affiancano e lo superano, suggerendo un passaggio che se avviene nei tempi giusti diventa letale.

Come se la gioca Fonseca

La Lazio sarà quella, ci si può scommetere anche una bella cifra sopra. Davanti a Strakosha, i tre difensori saranno Luiz Felipe, Acerbi e Radu, in mezzo finiranno Lazzari, Milinkovic, Leiva (favorito su Parolo), Luis Alberto e Lulic, davanti Immobile e Correa. Nella Roma ci sono invece almeno un paio di dubbi che i blindatissimi allenamenti di Fonseca hanno contribuito ad alimentare. Ammesso che il neoarrivato Smalling possa davvero essere convocato, potrebbe accomodarsi al massimo in panchina, in campo andranno sicuramente Fazio e Kolavor, accompagnati molto probabilmente da Zappacosta (con Florenzi più alto) e Mancini (preferito allo stordito Juan Jesus). In mezzo dovrebbe esserci l'esordio di Veretout, forse il miglior rubapalloni della rosa di quest'anno, al fianco di Cristante o Pellegrini. Nel caso in cui giocasse dietro Cristante, Pellegrini sarebbe alzato sulla trequarti, a sinistra toccherebbe a uno tra Florenzi e Zaniolo (l'altro sarebbe l'escluso eccellente per la panchina, ma giocherebbe entrambi se a star fuori fosse Cristante), a destra confermatissimo Cengiz e davanti l'immancabile Dzeko, il vero leader ritrovato di questo gruppo.

I punti di forza

Detto che tecnicamente ognuno dei giocatori della Roma precedentemente citati possono regalare perle utili per spostare l'inerzia della partita a vantaggio giallorosso, Fonseca starà studiando qualche mossa anche dal punto di vista tattico, lavorando probabilmente sugli inserimenti dei terzini per far schiacciare la linea a 5 della Lazio e creare spazio magari nella zona in cui i tre attaccanti romanisti si accentrano, per colpire da soli o in studiate combinazioni. Il tecnico sta anche provando soluzioni diverse sui calci piazzati e forse adotterà qualche accorgimento anche sui calci d'angolo avversari, calciati sempre da Luis Alberto con ben sette biancocelesti che si dividono l'area.