C'è una questione centrale alla Roma. E riguarda il difensore che completerà il reparto. Fonseca lo vuole «esperto» ed è l'unica condizione che ha posto al ds Petrachi. Dunque il profilo ideale è quello di un giocatore esperto, veloce, che non costi troppo di cartellino e non abbia pretese eccessivamente esose per l'ingaggio. E in questo senso difficile trovare un "match" migliore di Dejan Lovren, difensore croato di 30 anni, appena compiuti, di proprietà del Liverpool, vecchia conoscenza della Roma (nell'ormai storica semifinale di quindici mesi s'incaricò di contenere Dzeko e gli riuscì benissimo), ultima partita giocata lo scorso 31 luglio in amichevole contro il Lione, 61 minuti con la fascia da capitano, 15 milioni di costo di cartellino, ingaggio alto ma accessibile (intorno ai 3 milioni).

Con i Reds ha la strada sbarrata da van Dijk e Matip, ma ha voglia di giocare e la Roma gli permetterebbe di farlo con continuità. L'accordo tra i club non è un problema, ma Petrachi non si fida: teme qualche ripercussione dopo alcuni malanni muscolari dello scorso anno (si paventava la pubalgia) e quindi ha chiesto precise garanzie su questo. L'unica scappatoia è l'obbligo di riscatto vincolato a una serie di presenze (almeno 20) che garantirebbero quanto meno il buono stato di salute del giocatore. Il Liverpool è disposto a concederlo, la trattativa è ripresa e ha buonissime possibilità di andare in porto.

Nel frattempo però la Roma continua ad esplorare tutte le possibilità sul mercato e proprio ieri sera è stato proposto un nome poco conosciuto. Si tratta del 24enne ucraino Mykyta Burda, difensore centrale della Dinamo Kiev, un gigante di 187 cm per 80 chili che ha già giocato contro lo Shakhtar Donetsk di Fonseca. È sicuramente un buon giocatore, ma non è certo quel giocatore esperto richiesto dal tecnico. Così ci sarebbe un'ulteriore possibilità, un profilo «alla Lovren» su cui però c'è strettissimo riserbo. E probabilmente oggi se ne saprà di più.

Rugani resta un'opzione, ma è l'ultima percorribile, magari nelle ultime ore di mercato: il giocatore non fa impazzire né Petrachi né Fonseca, neanche lui è il profilo di difensore esperto che ha chiesto il tecnico e in più la Juventus pretende l'obbligo di riscatto che la Roma non è disposta a concedere. Dunque, l'operazione sarà possibile solo in caso di prestito secco e solo se non si sarà prima chiusa la questione con altri giocatori.

Potrebbe infine sembrare ancora aperta anche la questione relativa al camerunese del Toro Nicolas Nkoulou, ma dopo le dichiarazioni di Cairo e il successivo comunicato ufficiale della Roma, è difficile credere che si possa trovare un accordo per il trasferimento del difensore a Trigoria, che però continua ad allontanarsi dal Torino. Ancora ieri Mazzarri, nella conferenza stampa di presentazione del playoff di ritorno col Wolverhampton, ha usato parole piuttosto chiare per motivare la sua esclusione dalle convocazioni: «Se me lo avesse detto giovedì che non si sentiva a posto per giocare non lo avrei messo in campo contro i Wolves. E forse, chissà, non avremmo preso tre reti. Il caso è anomalo, me ne rendo conto, ma un allenatore cosa può fare se un suo giocatore viene a dirgli per la partita successiva: "Mister, mi tenga fuori, non ci sono con la testa"? A Nkoulou ho parlato e riparlato anche in queste ore, senza però trovarlo diverso: in testa ha sempre la stessa idea. Ne ho preso atto: non potevo caricarlo a forza sull'aereo, mica vado a chiedergli l'elemosina». Nicolas vuole andar via dal Toro e vorrebbe la Roma, ma la strada sembra proprio sbarrata. Poi, una volta chiuso il difensore, ci si concentrerà sugli altri nomi. Kalinic sarà il sostituto di Schick, resta da capire chi sarà l'esterno che sostituirà El Shaarawy (e Perotti).