Pau è pronto: dopo il mese abbondante di rodaggio, in cui ha avuto modo di conoscere i nuovi compagni, la piazza e una diversa maniera di intendere il calcio rispetto a quella spagnola, il portiere più costoso nella storia della Roma è pronto a fare il suo debutto ufficiale in giallorosso. L'amichevole contro il Real Madrid è stato un semplice assaggio di ciò che lo aspetta allo Stadio Olimpico, tra sei giorni contro il Genoa invece si farà sul serio. E lui, fortemente voluto da Paulo Fonseca per rilevare il posto che nella passata stagione si sono divisi Olsen e Mirante, al momento è l'unico nuovo acquisto sicuro di una maglia da titolare contro la squadra allenata da Andreazzoli.

Jesus, giunto alla quarta stagione nella Capitale, appare in leggero vantaggio su Gianluca Mancini per affiancare Fazio, mentre il turco Cetin dovrà prima essere testato in allenamento per valutare le sue qualità; Spinazzola, in grado di giocare su entrambe le fasce, contenderà una maglia a Florenzi e Kolarov; discorso simile per Diawara: a centrocampo sono tre gli uomini in lizza per due posti, con Cristante e Pellegrini al momento favoriti sul guineano; per Veretout, che ancora non ha giocato neanche un minuto, ci sarà da attendere ancora qualche giorno. Ecco dunque che il ventiquattrenne di Girona rappresenta l'unico volto nuovo certo di giocare dal primo minuto nell'esordio stagionale della Roma nella nuova Serie A. Pau paura non ne ha, anzi, scalpita per far vedere a tutti - anche agli immancabili scettici - le qualità che hanno spinto Petrachi a investire 23,5 milioni di euro per acquistarlo dal Betis.

Chi ben comincia...

Se è vero, come dice il proverbio, che «il mattino ha l'oro in bocca», allora l'avventura di Pau all'ombra del Colosseo è iniziata nella maniera giusta. Senza lasciarsi andare a facili e affrettati giudizi - a parlare sarà, come al solito, sempre e solo il campo - le dieci amichevoli disputate dai ragazzi di Fonseca hanno offerto sprazzi del Lopez che società e tifosi si aspettano di vedere: reattivo tra i pali, sempre sul pezzo, bravissimo con i piedi e in uscita, è il prototipo dell'estremo difensore che il tecnico portoghese vuole. La costruzione dal basso è fondamentale, perciò il portiere - oltre a saper parare - deve essere in grado di dare il "la" all'azione.

Fin dai primi giorni ha imparato le parole fondamentali per comunicare con la difesa: un gesto apparentemente banale, ma che evidenzia come il catalano si sia calato all'istante nella realtà romana. Ha saltato soltanto la sfida col Rieti (lo stesso giorno però è sceso in campo contro la Ternana) e da Lille in poi - quando cioè si è cominciato a fare sul serio - ha saltato soltanto 45', subentrando a Mirante dopo l'intervallo con il Real. Cento presenze nella Liga e l'interesse del Barcellona - che aveva sondato il terreno prima di chiudere con Neto - non arrivano per caso: la stima di Fonseca e dei nuovi compagni, che mostrano di fidarsi di lui fin dal primo giorno, confermano che la Roma è in buone mani. Ma da domenica si fa sul serio: Lopez se ne renderà conto quando sentirà la Curva Sud cantare. Suerte, Pau.