Gianluca Mancini, nuovo acquisto della Roma, è stato presentato oggi in conferenza stampa a Trigoria. Ad accompagnarlo c'era Morgan De Sanctis, braccio destro del ds Gianluca Petrachi. Il difensore ha scelto la maglia numero 23. Ecco le sue dichiarazioni:

Prende la parola De Sanctis:
Gianluca è giovane, italiano e ha tutte le caratteristiche che cercavamo in un difensore. Siamo convinti che abbia ancora ampi margini di miglioramento e per questo abbiamo investito tanto su di lui.

Dal punto di vista tattico cosa ti ha chiesto Fonseca? Il compagno che ti ha impressionato di più?
Il mister mi ha spiegato cosa vuole da noi in campo: difesa alta, grande pressing ma anche circolazione di palla e impostazione dal basso. Tra i compagni ce ne sono tanti, se ti devo fare un nome Kolarov mi faceva impressione già prima ora ancora di più.

L'anno scorso sei esploso, credi che sia finito il tuo processo di maturazione?
Assolutamente no, sono ancora giovane ho da fare molta strada. Sono contento di essere qui e di poter migliorare con il nuovo mister

In cosa devi migliorare?
Nella rapidità, nelle marcature. Ho caratteristiche in cui mi sento a mio agio e in altre devo migliorare molto

Hai scelto il 23 per Materazzi che è stato campione del mondo nel 2006 insieme a De Rossi, per un giovane come te cosa rappresenta la carriera di De Rossi?
Lo seguivo quando avevo 10 anni, li ho visti vincere il mondiale. Essere in questo club dove lui ha passato tutta la sua vita sportiva è un motivo di orgoglio per onorare al meglio questa maglia.

A gennaio sei stato vicino alla Roma, come mai sei rimasto a Bergamo?
A gennaio non c'era stato nulla di concreto. Io non volevo trasferirmi a gennaio per rispetto all'Atalanta e finire la stagione lì.

Spinazzola ha detto che Fonseca ricorda Gasperini, ci sono dei punti di contatto?
Posso dire che è vero, rivedo qualcosa di Gasperini. Come intensità e dispendio fisico si somigliano molto.

Hai avuto mai dubbi nel lasciare la Champions con l'Atalanta per venire alla Roma? Spesso chi viene dall'Atalanta quando poi cambia ha qualche difficoltà, ci hai pensato?
A Bergamo ho passato due anni bellissimi. Quando il mio procuratore mi ha detto della Roma non ho mai avuto dubbi perché vestire questa maglia per me è un orgoglio e mi ripaga dei tanti sacrifici. Per la seconda domanda: il mister ti prepara al meglio e all'Atalanta eravamo un blocco unico, io so solo che darà il massimo per questa maglia e spero di raggiungere grandi risultati.

Come descriveresti il modo di difendere di Fonseca?
Io ho fatto pochi allenamenti ma ci chiede pressing, linea alta e non avere paura di avere la linea alta. Lui ci chiede di rimanere alti per far giocare meno l'avversario.

Hai già sentito mister Gasperini per dirgli cosa si sta perdendo qui a Roma?
Mi ha fatto l'in bocca al lupo e io l'ho fatto a lui.

Cosa ti piace di più della filosofia di gioco di Fonseca? Senti di avere la giusta personalità per essere titolare a Roma?
Del mister mi piace che non ha paura di giocare palla dal basso. Anche io vedo il calcio così, in maniera aggressiva. Nel calcio c'è pressione ma deve essere positiva. Facciamo il mestiere più bello del mondo, io faccio parte di una squadra fantastica quindi solo pressioni positive.

Può essere un problema passare da una difesa a 4? Quale sarebbe il suo compagno ideale?
Il cambiamento ho avuto la fortuna di averlo vissuto anche in Nazionale. Da parte mia dovrò capire subito le cose che vuole il mister e metterle in pratica. Juan e Fazio sono due grandissimi giocatori e posso solo imparare da loro.

Domanda per De Sanctis: la scelta di puntare sugli ingaggi è una strategia per evitare le clausole rescissorie o è un metodo di convincimento?
Tutto rientra in un progetto condiviso sia dal punto di vista tecnico che economico. Noi sappiamo anche che da qui in avanti dobbiamo mettere dentro un altro difensore centrale e le altre decisioni saranno prese guardando i parametri tecnici e quelli economici. Non c'è niente di improvvisato.