In principio fu Miki Konsel: l'austriaco sbarcato a Roma nell'estate del 1997, capace di fare breccia nel cuore di tutte le tifose giallorosse, è il primo numero 1 straniero della storia giallorossa. Due stagioni tra alti e bassi, nelle quali però il brizzolato viennese si fa apprezzare per la temerarietà nelle uscite e i voli spesso fin troppo coreografici. Gli infortuni, però, lo costringono a dividersi il ruolo tra i pali con "Zucchina" Chimenti.

Sette anni dopo è Alexander Marangon, noto semplicemente come Doni, a dare il via a una colonia di estremi difensori brasiliani a Trigoria: il titolare è lui, con Artur Moraes a fargli da secondo e Julio Sergio Bertagnoli nel ruolo di «miglior terzo portiere al mondo», per usare le parole di Luciano Spalletti. Il numero 27 avrà i suoi momenti di gloria nel 2009-10, quando con Ranieri in panchina si renderà protagonista della cavalcata giallorossa all'inseguimento dell'Inter. Nel frattempo a Roma arriva anche Bogdan Lobont, che all'ombra del Colosseo resta nove anni, giocando ben poco.

Con l'arrivo della proprietà americana, uno dei primi acquisti è Maarten Stekelenburg, gigante olandese prelevato dall'Ajax e reduce da una medaglia d'argento ai Mondiali sudafricani: i tifosi giallorossi si trovano di fronte la brutta copia di quella saracinesca. E il suo secondo, Mauro Goicoechea, riesce a fare persino peggio. Quindi è la volta della coppia polacca Szczesny-Skorupski: il primo è titolare inamovibile per due stagioni, l'altro viene mandato a farsi le ossa ad Empoli, prima della cessione al Bologna. Perché nel frattempo i giallorossi si sono affidate alle sicure mani di Alisson Becker: il Liverpool sborsa circa 65 milioni per strapparlo alla Roma, che si affida ad Olsen. Lo svedese però non brilla, ora tocca a Pau Lopez: mucha suerte.