Il più vicino sembra essere Gianluca Mancini, ma il prezzo che chiede l'Atalanta resta al di sopra delle valutazioni della Roma, quello che invece da ieri si è decisamente allontanato è Marc Bartra, lo spagnolo cresciuto con Guardiola e poi diventato grande prima al Borussia Dortmund e poi al Real Betis: ma nei discorsi intessuti con la Roma, e approfonditi soprattutto per quanto riguarda il portiere Pau Lopez, di cui parliamo in altra parte del giornale, l'opzione di prendere anche il difensore è stata fatta cadere. E di tutti i nomi accostati alla squadra giallorossa orfana di Manolas (e con Marcano possibile partente) in questo mercato abbiamo provato a tracciare un identikit, partendo proprio da quello che in questa stagione s'è messo maggiormente in evidenza, e non solo per meriti difensivi. Si parla di Mancini, ovviamente, per il quale la Roma resta vigile, anzi, in queste ore sta portando avanti la sua offensiva volta a far abbassare le pretese a Percassi, fermo a 25 milioni più 5 di bonus. Per la Roma 25 è il prezzo massimo che si può riconoscere. Fonseca vorrebbe averlo prima possibile, appena finite le vacanze post-Europeo.

Il bomber di Gasperini

Gianluca Mancini è stato il capocannoniere dei centrali di questa stagione, avendo realizzato 5 reti in campionato, più una in Europa League, in una squadra che Gasperini ha trasformato in una macchina del gol e che ha visto esaltare proprio il rendimento dei difensori, grazie ai loro inserimenti a sorpresa che raramente venivano letti dai dispositivi di contenimento avversari. E in fase di non possesso, l'aggressività dei nerazzurri ha amplificato le caratteristiche combattive di ognuno di loro, a cominciare proprio da questo ragazzo del ‘96, con contratto in scadenza nel 2023 e che in virtù dei suoi miglioramenti ha già raggiunto una valutazione di 25 milioni di euro. Alto e magro (190 cm per 77 chili di peso), Mancini ha fatto segnare numeri importanti soprattutto in fase di possesso palla: ha il 93% di duelli vinti palla al suo piede, per il 67% il suo lavoro è fatto di impostazione di gioco e solo per il 22% di fase difensiva, è essenziale e sbrigativo (se recupera su un avversario non si fa problemi a spedire la palla in fallo laterale per non correre il rischio di riperdere il duello). Quest'anno ha quasi sempre giocato come centrale di destra nella difesa a tre (ma ha giocato anche a 4) ed ha il pregio di non essere mai stato espulso nella sua carriera.

Mi manda Pep

Marc Aregall Bartra (LA SCHEDA) è invece il candidato "scartato" ieri, un po' a sorpresa visto lo specifico interesse che, a quanto era trapelato, era venuto direttamente da Fonseca. Ma anche in questo caso la richiesta eccessiva ha un po' frenato gli ardori di Petrachi e Fienga, la nuova coppia di fatto del mercato giallorosso: si pensava che potesse arrivare a Roma insieme con il portiere Pau Lopez, e invece le due trattative sono state scorporate. Il marchio di fabbrica stampato sulla pelle del difensore spagnolo è quello dell'addestramento specifico di un certo Pep Guardiola, che lo ha fortemente voluto al Barça dalla cantera mentre stava costruendo lo squadrone che avrebbe dominato il mondo. La sua caratteristica migliore è la visione di gioco in fase di impostazione. Limitato un po' dal fisico non imponente (è il più basso tra tutti i difensori seguiti dalla Roma, con i suoi 184 centimetri, e anche il più leggero, 73 chili), in fase difensiva qualche lacuna l'ha mostrata durante il suo periodo di formazione al Barcellona, tanto da lasciare poi i catalani nel 2016 per andare al Borussia Dortmund per appena 8 milioni di € (un paio d'anni prima aveva una clausola di rescissione da 50...).

A Dortmund è stato sfortunato protagonista anche di un gravissimo fatto di cronaca, rimanendo ferito seriamente (frattura al polso, oltre a vari tagli al braccio) in seguito all'esplosione di tre ordigni proprio mentre passava il pullman della squadra alla vigilia della sfida dei quarti di finale di Champions League con il Monaco. L'attentato che in un primo momento sembrava di matrice terroristica, in seguito è stato ridimensionato alla folle iniziativa di un cittadino russo-tedesco che cercava di arricchirsi sperando nelle oscillazioni finanziarie del titolo del club. Passato al Betis a fine gennaio 2018 per appena dieci milioni (operazione che ha lasciato qualche interrogativo presso i tifosi tedeschi, che avevano comunque apprezzato il rendimento del difensore), in questo anno e mezzo il valore di Bartra si è rivalutato fino alla cifra richiesta adesso dal Betis: 25 milioni di euro. E la Roma lo ha mollato.

Il gigante romeno

Un nome relativamente nuovo, in realtà già da tempo sul taccuino di Petrachi, è quello del difensore dell'Ufa e dell'under 21 romena Ionut Nedelcearu, che curiosamente la libera enciclopedia di internet Wikipedia dà già di proprietà di As Roma. Gli appassionati lo hanno ammirato proprio alla recente rassegna europea di categoria: il compagno di squadra di Radu (portiere del Genoa di proprietà dell'Inter), di Puskas (attaccante del Palermo) e del figlio d'arte Ianis Hagi è un gigante di 23 anni, alto 190 cm per 80 chili, fortissimo di testa e molto abile anche nell'uno contro uno, a dispetto della stazza alla Fazio. Secondo i giornali romeni, la Roma avrebbe già trovato l'accordo con l'Ufa per l'acquisto del promettente giovanotto in cambio di 5 milioni di euro (meno di quanto fu pagato Bianda...), ma al momento il club di viale Tolstoj non ha confermato neanche l'interesse.

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Il belga preso da Baldini

Al Tottenham Toby Alderweireld fu portato da Franco Baldini, insieme con tanti altri giocatori che quest'anno hanno sfiorato il sogno di vincere la Champions, fermati solo in finale dal Liverpool: basti ricordare Lamela, Eriksen, Alli, Dier, Son, Trippier, oltre ovviamente al tecnico Pochettino. Ora cronache inglesi raccontano di una nuova trattativa sull'asse Roma-Londra che nasconderebbe l'interesse degli Spurs per Zaniolo. I parametri economici del difensore non sembrano facili per la Roma: Toby guadagna quasi cinque milioni di euro l'anno e la sua valutazione è intorno ai 40 milioni di euro, ma è appena entrato all'ultimo anno di contratto e avrebbe una clausola di rescissione intorno ai 25 milioni di sterline (circa 28 milioni di euro al cambio attuale).

Tecnicamente è un giocatore indiscutibile anche se a volte le sue amnesie hanno fatto discutere. Quest'anno è stato anche protagonista di un clamoroso autogol che è costato il pareggio al Tottenham in campionato ad Anfield all'ultimo minuto della partita di Premier, il 31 marzo. E anche attraverso quella vittoria i reds hanno potuto contendere al City di Guardiola il titolo fino all'ultima giornata. Toby è alto 187 cm per 91 chili ed ha già compiuto 30 anni, è cresciuto nelle giovanili dell'Ajax e si è affermato all'Atletico Madrid, prima di passare a Londra nel 2015 per 16 milioni di euro. In 142 partite in Premier ha segnato 6 gol, in Nazionale ne ha fatti 3 in 92 partite (è il sesto per numero di presenze).

Lyanco, Verissimo e Bonifazi

Ci sono altri profili su cui Petrachi ha poggiato il suo sguardo e in qualche modo fanno tutti riferimento alla sua precedente esperienza professionale. Neves Silvestre Lyanco (‘97) e Kevin Bonifazi (‘96) sono infatti di proprietà del Torino e i loro acquisti sono stati firmati proprio dall'attuale ds della Roma. Che lo scorso anno ha seguito a lungo anche il brasiliano del Santos Lucas Verissimo (‘95) ora accostato alla Roma: ma non sembra il profilo adatto alla squadra giallorossa. È brasiliano anche Lyanco, ma di origini serbe (si chiama Silveira Neves Vojnović) e con un parente italiano, buono per il doppio passaporto: arrivò al Toro allenato da Mihajlovic che quest'anno, per provare la quasi disperata impresa di salvare il Bologna, l'ha richiesto (e ottenuto) in prestito (con Edera e Soriano) ricevendo in cambio un rendimento all'altezza delle aspettative (e la salvezza raggiunta).

A quanto pare però Cairo adesso se lo vuole tenere stretto e forse i rapporti con Petrachi non sono così buoni dopo lo strappo del divorzio da pensare di poter imbastire una trattativa. Stesso discorso vale per Kevin Bonifazi, cresciuto nella squadra romana della Tor Tre Teste e di fede laziale, preso dal Torino e valorizzato dal prestito alla Spal, dove il ventitreenne ha conquistato un posto da titolare e la convocazione nella Nazionale Under 21 (giocando 88 minuti all'esordio con la Spagna). Per questi tre ragazzi la valutazione varia tra i 5 e gli 8 milioni. Ma forse non sono ancora stati espressamente richiesti da Fonseca. Non saranno loro a cercare di non far rimpiangere Manolas.