L'ultimo no è di sabato sera. «L'Inter? No, grazie. Sì sì, hanno un bel progetto, sì sì prenderanno Dzeko. Sì sì c'è Conte e già questo è una garanzia. Sì sì, i potenti mezzi di Suning. Sì sì, Milano è bella e si vive bene. Grazie, grazie di tutto, mi fa piacere, ma io voglio stare alla Roma». Lorenzo Pellegrini non lo smuovi. Lui vuole stare alla Roma, dell'Inter non vuol sentire parlare. Lui e quelli che lo conoscono si sono fatti una bella risata quando ieri mattina hanno letto dei propositi di rivincita nerazzurri: «La Roma ci "ruba" Barella? E noi portiamo via Lorenzo con la clausola». Bel progetto, buono per un titolo.

Poi però la realtà dice che per portarti via un giocatore con la clausola devi prima essere d'accordo con lui. Tecnicamente è lui che con un bonifico può liberarsi dal vincolo, semplicemente comunicando la squadra che ne acquisirà i diritti in cambio della cifra concordata, 30 milioni di euro. Peccato che lui da Roma non vuole muoversi. Lo ha detto in tutte le salse al suo procuratore, lo ha fatto sapere ai dirigenti e si è preso anche la briga di accogliere formalmente il neo romanista Spinazzola con un post su Instagram piuttosto eloquente: «Benvenuto amico mio». Che non è proprio la frase che direbbe uno che vuole andarsene.

Di più: non se ne vuole andare proprio perché sente che è il momento di restituire qualcosa della fiducia che la Roma gli ha sempre accordato e mai come adesso la scelta sembra opportuna, sensata, saggia, oggi che molti potrebbero pensare il contrario. Ora che non ci sono più Totti e De Rossi, suoi amici e grandi punti di riferimento, per Lorenzo è arrivato il momento di diventare grande, e di farlo con la maglia della Roma. Da romano. Altro che deromanizzazione. Oltretutto la sua Veronica aspetta un bambino, e di muoversi anche lei non ha nessuna voglia. Il destino, dunque, è compiuto: Lorenzo sarà al centro della nuova Roma.

E la Roma dal canto suo intorno a Lorenzo vuole costruire un centrocampo da favola, affiancandogli Barella e Diawara in un reparto che oggi prevede già Cristante e Zaniolo (oltre a Coric, che sarà valutato da Fonseca, e a Nzonzi, in uscita). Quattro dei cinque elementi appena citati fanno parte integrante della Nazionale che Mancini vuole portare agli Europei; il quinto, il guineano, è un '97 che piace tanto a Fonseca e il cui arrivo è indubbiamente stato facilitato dalla complicata trattativa col Napoli per Manolas. Un reparto che così composto avrebbe dinamismo, classe, robustezza, senso tattico e tanta giovinezza. Difficile trovare un mix migliore in serie A e sarebbe davvero una base di partenza importante per ricostruire una squadra fiaccata da una stagione terribile, da sanguinosi divorzi, da distruttive e inevitabili (e in parte autodeterminate) polemiche.

Di sicuro l'atteggiamento collaborativo di Lorenzo Pellegrini è stato molto apprezzato dalla Roma e a mercato chiuso ci sarà tutto il tempo per rivedere quel contratto con scadenza 2022 che però ancora per un anno (fino al 31 luglio 2020) prevede una clausola di rescissione di 30 milioni, una cifra davvero accessibile considerando i parametri di valore tecnico e di età del soggetto interessato. Con un centrocampo così, Petrachi e Fienga potrebbero poi concentrarsi sul resto della squadra e avrebbero le settimane necessarie per accontentare Fonseca nell'allestimento di una rosa capace di competere per quel quarto posto che al momento sembra l'obiettivo principale della prossima stagione, ovviamente mai dimenticando l'opportunità che le partecipazioni all'Europa League alla Coppa Italia darebbero per arricchire una bacheca esangue.

Il progetto prevede l'acquisto di un portiere titolare di sicuro affidamento (ne parliamo nella pagina accanto), due difensori centrali forti e un centravanti in grado di far tornare a sognare la tifoseria, che si tratti dell'oggetto dei desideri Icardi, dell'usato sicuro Higuain o di un altro qualsiasi spaccaporte pronto a raccogliere l'eredità di Edin Dzeko. Che nel frattempo è d'accordo con l'Inter, ma ancora nel limbo dei giocatori in attesa di destinazione. E ci resterà finché non sarà Marotta ad allargare i cordoni della borsa, riconoscendo alla Roma un controvalore di almeno 20 milioni di euro. Perché uno dei proponimenti principali della nuova gestione Fienga-Petrachi è quello di cancellare dalle teste dei tifosi e dei dirigenti delle altre società l'immagine di un club pronto a farsi prendere per il collo dalle concorrenti. Vale per Dzeko, per Manolas, per Gerson, per El Shaarawy e per tutti quelli che non vogliono più saperne di vestire questa maglia e che sperano di sfilarsi per due spicci.

La Roma apre i cancelli a tutti, ma alle sue condizioni. E nel nuovo corso si punta su quelli come Pellegrini, che vogliono restare e restituire una speranza ai tifosi delusi.