Arriva Fonseca. Domani, ore 7.10, Fiumicino. A quest'ora il nuovo allenatore della Roma, ritardi permettendo, scenderà da un aereo battente bandiera italiana: il volo AZ593 proveniente da Kiev. Nel paese che lo ha adottato per tre stagioni, il tecnico portoghese è tornato per un ultimo saluto. Poi sarà aria di Roma: quella calda, anche se saranno le prime ore della mattina, che lo accoglierà sulla scaletta dell'aereo Alitalia. Una visita a Trigoria per le foto di rito sancirà definitivamente l'accordo firmato a Londra e annunciato l'11 giugno scorso. Ma niente vacanze romane: Fonseca dovrà poi trovare una casa per la sua nuova vita nella Capitale, incastrando magari qualche visita a lussuosi appartamenti a Roma Sud nei buchi di un'agenda che si prevede fittissima già dai primi giorni.

Martedì infatti si preannuncia un gran via-vai a Villa Stuart, con le visite mediche che coinvolgeranno i calciatori giallorossi che non sono stati impegnati in nazionale, così come quelli rientranti dai prestiti. I quali - pure se non faranno parte della nuova squadra - potrebbero partire anch'essi per Pinzolo. Mercoledì, poi, inizierà davvero la stagione giallorossa: Fonseca dirigerà il suo primo allenamento a Trigoria, probabilmente dopo essere stato presentato alla stampa. Qualche giorno di lavoro a Trigoria e poi, se non dovessero arrivare novità dal fronte europeo, si partirà in direzione Pinzolo: nove giorni di ritiro, dal 29 giugno al 7 luglio, che dovranno servire alla Roma per preparare al meglio i sei impegni ufficiali in cui dovrà guadagnarsi la partecipazione ai gironi di Europa League. Sempre che la Camera giudicante europea non dovesse decidere in favore di un'esclusione del Milan, il che cambierebbe i piani dell'estate.

L'addio allo Shakhtar

Prima di iniziare ufficialmente questa nuova tappa della sua carriera, Paulo Fonseca ha voluto salutare il club che lo ha consacrato a livello internazionle. Lo Shakhtar ha pubblicato ieri una foto che lo ritrae assieme al direttore generale del club ucraino, Sergiy Palkin, e con una maglia arancionera con il numero 139, ovvero le panchine di Fonseca con il club. "È molto difficile lasciare lo Shakhtar Donetsk, sentire che questo è il mio ultimo giorno qui", ha detto il portoghese. "Ho trascorso tre anni meravigliosi e felici, sono tutti nel mio cuore. La gente in Ucraina mi ha aiutato molto, ho avuto sempre il loro sostegno. Auguro al club le migliori fortune, voglio davvero che continui a crescere e vincere. I tifosi devono credere e supportare la squadra, della quale resterò grande fan. Per ora il mio è un addio, in futuro chissà, magari lavoreremo di nuovo insieme. Il ricordo più bello? Ce ne sono molti, dico il primo campionato vinto quando abbiamo dovuto lasciare Donetsk, fu qualcosa di speciale, è stato importante per tutti coloro che lavorano nel club. Molte persone hanno lasciato la loro casa e ho capito quanto fosse importante la nostra vittoria. L'Ucraina farà sempre parte della mia vita, d'altra parte mio figlio è nato qui, quindi sicuramente tornerò".

Anche Palkin, dirigente dello Shakhtar, ha speso parole di commiato: "La vita del calcio è imprevedibile.  Abbiamo avuto un incontro finale con il presidente, in cui abbiamo riassunto la passata stagione e fatto piani per il prossimo. E solo due giorni dopo è apparsa la Roma e tutto si è capovolto. Fonseca ha fatto un buon lavoro qui. Abbiamo vinto molti titoli e ci siamo separati in termini molto buoni. Naturalmente, quando sei con un allenatore per tre stagioni, è difficile rivivere emotivamente tali cambiamenti. E allo stesso tempo, capisco Paulo: non capita tutti i giorni che ci siano sfide del genere. Ora abbiamo parlato con lui, mettendo in preventivo che prima o poi sarebbe successo. È impossibile calcolare e prevedere il momento in cui concludere il contratto con noi e improvvisamente è stata ricevuta una proposta. Paulo ha ricevuto un'offerta dalla Roma: questa è una nuova sfida, nuove ambizioni che vuole provare. Lo comprendiamo e ci separiamo da amici. Gli ho augurato buona fortuna e ho detto che ora saremo tifosi della Roma. Per noi è importante che Fonseca con lo staff tecnico abbia successo, che i nostri allenatori siano quotati in Europa e che si rechino in club seri".