La rivoluzione? Oggi no, domani forse, dopodomani sicuramente. Ecco, la Roma è arrivata al dopodomani sperando che sia meglio di ieri e l'altro ieri. Perché si può dire che c'era una volta la Roma. Ora ce ne è tutta un'altra. Società compresa. Con un comune denominatore, però, un gentleman che ha lo sguardo del playboy, parla inglese e non solo, ama la musica, il teatro e la letteratura, ha i capelli cacio e pepe, un ascendente nei confronti di Pallotta a prova di errore, in due parole, Franco Baldini. Tutto il resto, o quasi, è cambiato nella Roma che sta faticosamente cercando di rialzarsi dopo una stagione, e non solo, in cui tutti sono stati fatti prigionieri. Dietro le scrivanie e nei quadri tecnici, medici e affini.

Una rivoluzione, appunto, che si è manifestata alla luce del sole nel momento del fischio finale a Oporto che sanciva l'addio alla Champions. Ma che in realtà aveva già visto muovere i primi passi con l'addio dell'amministratore delegato Umberto Gandini con la conseguente promozione di Guido Fienga sulla poltrona di Ceo, nel ruolo di numero due della società (non considerando Baldini). Lo stesso Fienga che, in questi giorni, qualcuno ha indicato prossimo a lasciare la carica, roba che l'ad ha fatto sapere di non prendere neppure in considerazione. La promozione di Fienga è arrivata in contemporanea con l'ascesa al ruolo di vicepresidente di Mauro Baldissoni, ascesa peraltro più di facciata che altro, visto che l'ex direttore generale ha visto le sue competenze circoscritte alla vicenda stadio che, peraltro, è centrale per il futuro del club giallorosso.

Tornando al dopo Oporto, la rivoluzione è proseguita a grandi passi. Partendo dall'esonero di Di Francesco, proseguita con il licenziamento del medico sociale Del Vescovo e del capo dei fisioterapisti Stefanini (grande amico di Daniele De Rossi), conclusa con le dimissioni di Monchi da direttore sportivo dopo neppure due anni dal suo arrivo. Due anni in cui il dirigente spagnolo è riuscito ad azzerare, almeno da queste parti, tutto il credito che si era costruito nei venti anni di lavoro con il Siviglia. Al suo posto arriverà, ormai pare sia una questione di giorni, dal prossimo primo luglio Gianluca Petrachi. Troverà la squadra a Pinzolo con un nuovo allenatore, il portoghese Paulo Fonseca, uno staff tecnico altrettanto nuovo, un medico che per ora sarà quello delle giovanili e chissà che non resti lui, un gruppo di fisioterapisti profondamente cambiati. Poi toccherà a Petrachi costruire una Roma diversa, giusto per completare la rivoluzione.