A Lorenzo ho promesso tante cose, che spero possano avverarsi, perché è un ragazzo speciale e può dare tanto a questa maglia. È tifoso della Roma, e qualche romano dentro serve sempre». Parola di Francesco Totti che, nel giorno del suo addio ai colori giallorossi, ha incoronato Lorenzo Pellegrini. Proprio come aveva fatto, poco più di un mese fa, Daniele De Rossi: anche il numero 16 parlava in conferenza stampa, ufficializzando al popolo giallorosso l'imminente separazione. Due incoronazioni pubbliche che non sono passate inosservate. Il ragazzo di Cinecittà Est, che veste la maglia numero 7 che fu di Bruno Conti, ha dunque ricevuto la benedizione dei due figli di Roma per eccellenza. Lui ringrazia, quasi imbarazzato da tante dichiarazioni al miele, ma mantiene il profilo basso e continua a costruire il suo futuro, un mattoncino dopo l'altro.

È reduce dalla seconda stagione con la maglia della squadra per cui ha sempre fatto il tifo, e dopo gli alti e bassi della prima annata nel 2018-19, al netto del rendimento negativo di tutta la Roma, è risultato tra i migliori, mettendo in mostra tutte le sue doti tecniche e tattiche: spostato nel ruolo di trequartista, ha avuto modo di avanzare il suo raggio d'azione, incidendo maggiormente nella manovra offensiva. Soprattutto nel periodo autunnale, si è rivelato l'ancora a cui aggrapparsi in più di una circostanza. Gol, assist, cambi di passo e tanta qualità al servizio dei compagni. Tutto a partire da quel derby del 29 settembre scorso, in cui con un colpo di tacco si è lasciato alle spalle critiche e perplessità di qualche addetto ai lavori troppo frettoloso nel dare giudizi.

Ritorno al futuro

Oggi festeggerà il suo ventitreesimo compleanno in campo con l'Under 21, avversario la Polonia: si gioca al Dall'Ara, che dista soltanto 90 chilometri dal Manuzzi di Cesena, dove Lorenzo ha fatto il suo esordio in Serie A. Quel giorno la Roma vinse grazie a un gol di Daniele De Rossi, e il destino ha voluto che Pellegrini facesse centro nel giorno in cui Ddr ha salutato la Roma: la vita è una ruota, direbbe qualcuno. Il fresco 23enne guiderà gli Azzurrini con la sua esperienza insieme agli altri "veterani" Barella, Chiesa e Mancini: già nella gara inaugurale con la Spagna è risultato decisivo, giocando una grande gara e segnando il gol del definitivo 3-1 su rigore. Ma nel presente del numero 7 c'è già - e ci sarà in futuro - anche la nazionale maggiore: finora dieci presenze con i grandi, ma Roberto Mancini lo ha sempre inserito tra i convocati da quando è in carica. È considerato tra le prime alternative a Jorginho e Verratti, veri intoccabili della mediana costruita dal Mancio e, salvo clamorose sorprese, farà parte della rosa che prenderà parte a Euro 2020.

A breve arriverà anche la paternità: manca poco ormai alla nascita della bambina che aspettano con la moglie Veronica (sposata un anno fa, ma con la quale è fidanzato fin da giovanissimo). Lorenzo attende dunque a braccia aperte il futuro, ma con uno sguardo al presente: un presente che è tinto di giallorosso, a maggior ragione dopo le investiture di due monumenti come Totti e De Rossi. E nonostante certe sirene di mercato che lo vogliono lontano dalla Capitale, Lorenzo per ora è focalizzato soltanto sulla Roma e sull'Under 21. L'abbraccio con gli altri romani De Rossi, Florenzi e Ranieri il 26 maggio scorso vale più di mille parole. Come dichiarato dallo stesso Daniele nel giorno della sua ultima conferenza stampa, né lui né Florenzi dovranno cercare di «scimmiottare» i loro due predecessori, bensì essere se stessi e dare il massimo per la maglia che amano da sempre. «Francesco e Daniele sono due persone a cui voglio molto bene, due esempi da seguire - ha dichiarato Pellegrini giusto due giorni fa - Li ringrazio per le belle parole, mi mancheranno tanto».

Ventitre anni, ma la testa sulle spalle che ti aspetteresti solo da un decano del calcio. La stessa che, non più di due mesi fa, lo ha portato a dire: «Qui sto bene, mi sento a casa. La Roma è una delle squadre più importanti d'Italia e io non cerco altro. Ho sempre detto che rimanere qui mi renderebbe molto orgoglioso e onorato». Parole che ricordano quelle dei suoi predecessori. Ora più che mai, a Trigoria c'è bisogno di qualcuno che sappia spiegare a chi verrà cosa rappresenti la Roma per i suoi tifosi e in generale per tutta la città. Chi meglio di Lorenzo Pellegrini da Cinecittà, un ragazzo con la testa sulle spalle, «speciale» a detta di Totti, che il giallo e il rosso li conosce da sempre? Il futuro, per lui, è già presente.