AS Roma

Dove eravamo rimasti? Come prima, Mou di prima

Roma-Real Madrid, gara 2 della League Phase di Champions League. Mourinho torna a casa sua dopo quell’esonero mai digerito. Ma la Roma riparte dalle belle prove con Inter e Como

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Daniele Lo Monaco
14 Ottobre 2026 - 06:00

Dove eravamo rimasti? A quelle mani battute sulle lamiere della macchina che stava portando via, per l’ultima volta, José Mourinho da Trigoria. Quasi a volerlo trattenere, al di là di ogni ragionevolezza. Come se non si fosse appena consumata una lite che aveva assunto toni drammaticamente comici tra chi stava comunicando l’ineluttabilità dell’esonero, Dan Friedkin, e chi, quale ultimo sberleffo al suo datore di lavoro, gli rinfacciava tutte le sue disattenzioni: Mourinho. Era da quel momento che i tifosi della Roma, nel frattempo riservando ad altri i propri sentimenti, attendevano quest’altro momento (Gara 2 della fase campionato, calcio d’inizio ore 21, stadio Olimpico pieno e appassionato come sempre, come ha cominciato a essere proprio ai tempi di Mou, senza mai smettere, telecronaca esclusiva su Prime Video, radiocronaca obbligatoria su Radio Romanista). Il ritorno a Roma di uno dei suoi più acclamati re, nello scenario più solenne: l’esordio casalingo della Roma in Champions League dopo otto anni di assenza, di fronte a Sua Maestà il Real Madrid, allenato proprio da José. Eravamo rimasti a quella mattina dalle emozioni forti. Ma poi, a pensarci bene, dalle 21 non ci sarà più spazio per i sentimenti. O meglio, il sentimento sarà riversato in esclusiva su quei ragazzi in maglia rossa e sul loro attuale condottiero, Gian Piero Gasperini. Uno che sta entrando nelle nostre teste e nei nostri cuori, portando con sé anche l’idea che le sue radici possano attecchire in maniera persino più profonda. 

Dunque, è più giusto dire, per rispondere alla domanda «Dove eravamo rimasti?», che ripartiamo da Como. E da una Roma che sta facendo sognare, che stasera si vestirà con il suo abito di gala, con Malen e Dybala e tutti gli altri. Dimenticando per un attimo le ingiustizie — se volete, anche solo del destino, per non considerare gli arbitri — che a volte riserva il campionato italiano. La storia di Gasperini e della Champions League, del resto, merita qualche approfondimento, a proposito di ingiustizie. Gasperini l’ha attraversata con l’Atalanta dei miracoli, sommando record su record. Anche all’esordio, quando un 4-0 a Zagabria contro la sconosciuta Dinamo sembrava voler ridimensionare in un solo colpo i peccati di hybris di quella Cenerentola continentale. Cominciò con tre sconfitte, quel cammino. Ma con i sette punti conquistati nelle successive tre gare arrivò l’insperata qualificazione. E da lì partì un percorso che portò i nerazzurri a rivelarsi anche in Europa come in Italia. 

Risuona l’epica delle serate più emozionanti, incrociando tutti i fattori. I bookmaker non si lasciano impressionare dalla mozione degli affetti. Per loro il Real resta favorito: la vittoria in trasferta è quotata 1,80, quella in casa 3,80. È una differenza non da poco. Ma qualcosa ci dice che questa stagione, per la Roma, riserverà emozioni che potremmo portarci dietro a lungo. E chissà se non si possa cominciare già stasera. Dal punto di vista tattico, ci sarà un confronto tra la sinfonia corale a cui ci ha abituati Gasperini e gli splendidi assoli della banda di Mourinho, che inevitabilmente stasera dovrà per forza contenere la sua verve in panchina. La sua stagione è appena cominciata, ma è già tutto un fiorire di polemiche: reti annullate, espulsioni ritardate, esultanze e abbracci sin troppo teatrali, controversi sdoppiamenti di personalità e persino di connotati. Lo spettacolo sta per cominciare, anche prima delle 21. Venghino, signori, venghino.

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