AS Roma

Odissea per lo stadio

L’Olimpico e dintorni subito in tilt fin dalla prima giornata contro la Fiorentina. Il pubblico annichilito dai problemi di traffico e parcheggi. Disagi anche coi mezzi pubblici

(MANCINI)

PUBBLICATO DA Fabrizio Pastore
05 Settembre 2026 - 07:00

Metti un lunedì sera di fine agosto. La città semi-svuotata dall’ultima coda vacanziera. Gran parte di uffici e negozi ancora chiusi e un traffico tutto sommato sostenibile, ben lontano dalle abitudini quotidiane, che riconcilia con le bellezze millenarie della Capitale, nonostante il caldo torrido. Metti poi che quel lunedì debutta la Roma in campionato e che se da oltre quattro anni l’Olimpico è stracolmo più o meno sempre, figurarsi quando la pausa dall’ultima partita in casa è di oltre tre mesi, e si aggiungono anche la curiosità e la brama di vedere all’opera la squadra nuova. Metti 67mila persone circa in direzione stadio con le migliori intenzioni e poco stress addosso. Metti insieme queste premesse, aggiungi una prestazione spettacolare, il 4-0 rifilato alla Fiorentina, i sogni di gloria e tutto il resto. A quel punto le cronache del giorno dopo, le testimonianze dei disagi, le proteste diffuse, le code polemiche; tutto sembra fuori contesto. Quasi fosse riferito ad altro.

Invece è tutto vero. Le tappe di spostamento verso e dallo stadio sono state per molti, troppi, una vera e propria odissea. Parcheggi ridotti al minimo storico,  traffico in tilt in tutta l’area circostante, mezzi pubblici sporadici nel passaggio e affollati all’inverosimile. File, caos, sosta selvaggia nelle zone limitrofe. Come non bastasse, all’interno dell’impianto, le file alte delle tribune non servite dai venditori di acqua, a dispetto delle temperature ben al di sopra della media del periodo. Conseguenti e facilmente prevedibili i disagi per un numero consistente di presenti, a partire dalle categorie più disagiate (disabili, anziani), ma coinvolti loro malgrado sono stati anche i comuni spettatori e le famiglie. 

A quanto pare larga parte del caos ha origine dai lavori per la Metro C, che nelle intenzioni prevede una fermata proprio a ridosso della Farnesina. E nell’enorme piazzale antistante il Ministero degli Esteri, adibito fino al termine della scorsa stagione a parcheggio per i moto e scooter, campeggiano ora transenne e divieto di fermata. Lo stesso Stadio dei Marmi è sottoposto a lavori di riqualificazione degli spazi sottostanti agli spalti e recupero funzionale delle piste di atletica e appare oggi come un cantiere. L’impianto nelle intenzioni dovrebbe essere pronto per metà settembre, ma (almeno) fino ad allora l’area adibita a parcheggio è off limits. D’altra parte il piano traffico in occasione degli eventi (non solo sportivi) allo stadio Olimpico prevede un ampio perimetro di sicurezza dove è impossibile sostare.

L’area confina con i quartieri Delle Vittorie a Sud, Ponte Milvio dalla parte opposta, Flaminio e Villaggio Olimpico al di là del Tevere, che necessariamente risentono delle misure sulla mobilità. Molto banalmente: più mancano parcheggi nei dintorni dello stadio, più si cercano nelle zone vicine, a volte anche con soste selvagge che chiudono aree private, con ovvie ripercussioni sulla vivibilità dei residenti. E se l’alternativa sono mezzi pubblici pieni o inesistenti (la metro - al momento lontana - nei giorni feriali chiude alle 23.30), il ricorso a quelli privati appare quasi l’unico sbocco possibile. Nei giorni successivi al caos del 24 agosto i cittadini dei quartieri circostanti si sono divisi fra proposte alternative e proteste. Da quelli del XV Municipio è arrivata l’idea di adibire a maxi-area di sosta la zona intorno al Gran Teatro di Tor di Quinto. Mentre dal Villaggio Olimpico si chiede una ztl temporanea in occasione delle partite. E Roma-Atalanta somiglia sempre più a un banco di prova generale.

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