Dalla magica notte europea a quel grido «ancora una»: la storia di Svilar alla Roma
Con De Rossi in panchina l’esplosione. Nel 2025-26 le parate decisive per la Champions
(MANCINI)
Mile non si muove. Respinto l’assalto della Juve, sarà ancora Svilar a difendere i pali della Roma, come fa in maniera eccellente da ormai due anni e mezzo. Arrivato nell’estate del 2022 a parametro zero dopo l’esperienza al Benfica, Mile Svilar mette d’accordo Tiago Pinto (l’uomo che nel 2017 lo aveva portato in Portogallo) e José Mourinho (che lo aveva affrontato in Champions League ai tempi del Manchester United). Ci vuole però un anno e mezzo prima che il serbo strappi a Rui Patricio la maglia da titolare: succede a gennaio 2024, a San Siro contro il Milan, quando lo “Special One” lo schiera titolare per scelta tecnica. José però viene esonerato, e De Rossi decide di puntare di nuovo su Rui, ma le incertezze del portoghese convincono ben presto il romano a dare fiducia a Mile, che lo ripaga il 22 febbraio. Nel ritorno dei playoff di Europa League contro il Feyenoord, Svilar neutralizza due rigori degli olandesi, e permette alla Roma di qualificarsi agli ottavi. Da quel momento in poi, la crescita è esponenziale, al punto che il numero 99 diventa uno dei migliori portieri in Italia e in Europa. Alla bravura tra i pali va aggiunta anche una leadership naturale, che emerge nei momenti di maggiore difficoltà: il 15 dicembre 2024, la Roma di Ranieri perde 2-0 a Como e si ritrova a due soli punti dalla zona retrocessione; lo sfogo di Mile è memorabile, la rabbia e la frustrazione con cui se la prende con se stesso e con i compagni fanno il giro del web e dimostrano il suo grande attaccamento alla causa giallorossa. Con le sue parate, contribuisce alla risalita nella seconda parte di stagione. Parate che gli valgono il rinnovo (firmato un anno fa) fino al 2030. «Volevo la Roma a ogni costo - dice - e non ho mai pensato di andare via».
Con Gasperini il copione non cambia: Svilar fa la differenza spesso e volentieri con i suoi interventi. Dopo il successo nel derby del 17 maggio scorso, a 90’ dal termine del campionato e dopo aver scavalcato la Juve al terzo posto, Mile carica i compagni alla sua maniera: entrando all’interno del cerchio formato dalla squadra, grida «Ancora una, dai, ancora una!». A Verona la Roma vince, chiude terza, e al ritorno nella Capitale la festa dell’estremo difensore con i tifosi è una dimostrazione del legame con questo club: un legame che è destinato a continuare.
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