AS Roma

Candela: "A Sensi sono grato, avevamo un ottimo rapporto. Mi aspetto una Roma più competitiva"

L'ex calciatore giallorosso ha parlato a Radio Romanista: "Col presidente ho condiviso tanti ricordi. Koné è migliorato e può crescere ancora nel tiro"

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Di Carlo, Stella e Cristofori
17 Agosto 2026 - 19:08

Vincent Candela ha parlato a Radio Romanista, nel corso della trasmissione "Romanista Show" in onda dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 20. Durante il suo intervento, l'ex calciatore della Roma ha ricordato Franco Sensi e si è espresso sul momento attraversato dai giallorossi di Gasperini. Ecco le sue parole.

Qual è il tuo ricordo di Franco Sensi, a distanza di tanti anni?

"Gli sono grato, mi ha portato a Roma e mi ha fatto crescere come uomo e padre. Qui sono nati i miei figli, d'altronde. Quando entrava, nessuno parlava. Con lui avevo un ottimo rapporto e ho tanti ricordi che ci legano, come lo Scudetto. Il tempo passa veloce, ma quello che ha fatto per la Roma è enorme. Ha comprato Batistuta, ha speso tanti soldi...! La Roma era la sua passione".

Fu importante per sbloccare la trattativa col Guingamp?

"Parlavo più con Perinetti e il DG. Ma con me fece una cosa importante. La trattativa fu un po' lunga, perché ero forte... (ride, ndr) Ma quando sono arrivato, ho parlato con lui e ho capito che grande uomo fosse. Era un appassionato della Roma, parlava da tifoso ed era un grande imprenditore".

C'è una frase che ricordi? Una battuta?

"Anche momenti più delicati. Ne prendo uno in particolare: comprò il Palermo, facemmo un'amichevole lì ma c'erano difficoltà con la società; mi dissero di andare a dire al presidente di dirgli che non saremmo scesi in campo. Dunque, andai da lui, bussai la porta e parlai a Sensi dei problemi. Mi mise una mano sulla spalla e disse: 'Ci vediamo stasera in campo!'. Quando tornai nello spogliatoio, dopo aver visto il suo sorriso, dissi: 'Ragazzi, scendiamo in campo, è tutto a posto!'. Giocammo, facemmo una bella figura. Un'altra volta andai a parlare con lui senza il procuratore, su espressa richiesta, per firmare il rinnovo. Questo era il presidente. E poi, l'ultimo momento riguarda il mio addio. Sensi mi disse: 'Vincent, guarda che ti metto nel mio giardino!'. Ce ne sono tanti altri".

Che cosa pensi della Roma che sta nascendo?

"Sono molto pragmatico. Dopo 7 anni siamo di nuovo in Champions, abbiamo fatto una stagione spettacolare e dobbiamo dare fiducia al mister e alla società. Vediamo che cosa succede fino al 31 agosto, poi parlerà il campo. La squadra era già forte e questo è importante; se arrivano altri due elementi è perfetto. Serve essere più competitivi. Ma il gruppo è compatto, unito, sarà un anno importante al di là del centenario che per noi romanisti è importantissimo. Sarà importante anche fare una grande stagione".

Su Koné?

"Era già forte quando è arrivato, ma il mister lo ha migliorato. Può migliorare nell'ultimo passaggio e nel tiro, anche se al Mondiale si è visto di più sotto quel punto di vista. Dietro è quasi perfetto, ha sicurezza e capacità nel capire le dinamiche; sta bene con Pisilli, Cristante, recupera palloni... Davanti, invece, può essere ancora più forte".

Sarà al centro della Francia di Zidane?

"Abbiamo tanti giocatori sotto porta! Ce ne sono 4-5, vedremo come imposterà il modo di giocare, che è diverso rispetto a quello di Deschamps. Però, non so che cosa dire su Koné, oggi. Con la Spagna, il Mondiale è stato perso a centrocampo, non per colpe individuali. Sicuramente, quella è una zona di campo importante".

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