Ex Roma al comando: da De Rossi a Spalletti, l’impronta giallorossa conquista Serie A e Serie B
Non solo DDR e il tecnico della Juventus. Aquilani approda al Sassuolo, Di Francesco viene confermato dal Lecce. E Galloppa va al Modena
(GETTY IMAGES)
C’è un filo rosso che unisce le panchine del calcio italiano. Anzi, per essere precisi, è un filo giallorosso. Da Genova a Torino, passando per Sassuolo, Lecce e Modena, la stagione 2026-27 vedrà diversi ex romanisti protagonisti in panchina. Allenatori appartenenti a generazioni diverse, accomunati però da un passato nella Capitale e da un pezzo di storia condivisa con la Roma.
In prima fila c’è Daniele De Rossi. Per i tifosi romanisti non è stato soltanto un capitano, ma il simbolo stesso dell’appartenenza. Il ragazzo di Ostia cresciuto a Trigoria, diventato campione del mondo e bandiera giallorossa, oggi continua il proprio percorso alla guida del Genoa. Dopo aver guidato la Roma nei suoi primi passi da allenatore, DDR sta costruendo la propria identità in panchina, portando con sé quella leadership e quel carattere che lo hanno reso uno dei giocatori più amati della storia recente del club.
Un discorso simile vale per Alberto Aquilani. Considerato uno dei talenti più cristallini usciti dal vivaio giallorosso negli anni Duemila, il tecnico romano si è guadagnato la Serie A alla guida del Sassuolo. Per lui arriva l’esame della maturità dopo un percorso costruito passo dopo passo tra settore giovanile e la promozione sfiorata con il Catanzaro. Anche nel suo caso, il marchio di fabbrica è quello di Trigoria: qualità, personalità e voglia di proporre calcio.
Tra i romanisti di lungo corso c’è anche Eusebio Di Francesco. Campione d’Italia nel 2001 da calciatore e protagonista della storica cavalcata europea del 2018 da allenatore della Roma, è pronto a ripartire dal Lecce. Due esperienze diverse ma unite da un legame profondo con i colori giallorossi, che ne hanno accompagnato gran parte della carriera.
Poi c’è Luciano Spalletti, il maestro. Per molti tifosi resta l’uomo che ha rivoluzionato la Roma moderna, costruendo squadre capaci di esprimere uno dei migliori calcio d’Europa e valorizzando come pochi il talento di Francesco Totti. Oggi la sua nuova sfida si chiama Juventus, ma il suo nome resta inevitabilmente legato a una delle epoche più affascinanti della storia romanista.
Infine Daniele Galloppa, tecnico del Modena in Serie B. Meno sotto i riflettori rispetto agli altri, ma anch’egli cresciuto nel vivaio romanista, rappresenta una nuova generazione di allenatori che cerca spazio e affermazione nel calcio professionistico.
Da De Rossi a Spalletti, passando per Aquilani, Di Francesco e Galloppa, l’eredità romanista continua a lasciare il segno sulle panchine italiane. Perché Trigoria non è soltanto un centro sportivo: è una scuola di calcio che continua a formare chi il calcio lo guida.
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