Verona-Roma, col fiato sospeso prima della gioia
Nel settore ospiti più di 1500 anime per una notte da sogno
(MANCINI)
El Shaarawy che corre da solo a fine gara verso lo spicchio dei tifosi giallorossi, per condividere una gioia inattesa e assaporare gli ultimi istanti da giocatore della Roma. Nella stessa porzione di campo dove, pochi minuti prima, tutta la squadra aveva festeggiato un terzo posto sudato e meritato. Sono alcune delle meravigliose cartoline che il Bentegodi ci ha regalato nell’ultimo atto di campionato, nella notte che ha riconsegnato la Roma alla massima competizione continentale. Cori, bandiere e tanti abbracci in tribuna, l’emozione tangibile che aveva in alcuni momenti della gara anche bloccato la voce, cristallizzato le emozioni e amplificato lo spazio temporale.
Tifosi giallorossi arrivati da tutta Italia: Pisa, Trentino, Parma, Bologna, Como. Non c’era angolo d’Italia che non abbia trovato posto sulle tribune del Bentegodi, 1.500 anime lì a rappresentare un popolo intero, rimasto a soffrire a distanza nella Città Eterna.
Un primo tempo di tensione aveva attanagliato anche il settore ospiti, colorato e passionale nell’accompagnare la squadra in campo, ancor prima durante il riscaldamento. Il tutto prima dell’esplosione liberatoria alla rete di Malen. Poi di nuovo in trincea, a sospirare su ogni pallone, duello o decisione di Sozza. Il respiro trattenuto sulla ripartenza di Dybala, l’urlo di irrefrenabile gioia alla rete di El Shaarawy. Una notte meravigliosa, una notte da Champions. Il caldo di Verona ricorda l’abbraccio afoso delle notti romane. Lì dove in molti sogneranno le prossime trasferte europee, lì dove non ci sono limitazioni, lì dove si può tifare liberi senza vincoli. Lì dove tornerà ad esibirsi la Roma.
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