"Sono emozioni bellissime, ho il cuore a mille. Mi viene da piangere ma non lo faccio. Ho fatto undiic gare in diffida, ma tutte erano importanti... Bisognava stare sul pezzo, non volevo e non potevo mancare. Abbiamo sentito e vissuto l'etichetta, ma questo gruppo che c'è da tanti anni ha fatto semifinali e finali di Europa League. L'anno scorso siamo arrivati a un punto. Abbiamo sempre avuto sensazioni positive, per come reagivamo alle sconfitte. Abbiamo reagito da grande gruppo, alla lunga paga. Le ultime 5 sono state importanti: a livello emozionale, quella di Parma è stata la più bella. In quei casi, scatta qualcosa dentro di te. Fare 2 gol al 92' non riesce spesso, ci hanno fatto arrivare al derby in maniera eccezionale. E al derby ho fatto una cosa assurda... Poi me ne renderò conto! Abbiamo seguito il mister sin da subito, chiudiamo con un grande traguardo".
Mancini in conferenza stampa
"La banda del sesto posto? L'abbiamo sentito ma non ce la siamo presa, sono discorsi che ognuno è libero di fare. Noi con il lavoro abbiamo vinto la Conference League, abbiamo raggiunto una finale di Europa League che per poco non la portavamo a casa, poi siamo tornati in semifinale, l'anno scorso siamo arrivati a un punto dalla Champions e quest'anno questo gruppo si è guadagnato questi 73 punti e questo terzo posto".
Un momento chiave di questa cavalcata? Sarà la tua prima Champions, a chi la dedichi?
"In primis a mia moglie e alle mie bambine, che mi vedono gioire, soffrire, vedono tutto del Mancio che non vedono gli altri. Un'altra dedica va a mio padre, in ospedale da una settimana e mezzo. Uno dei momenti di svolta? Per tutta la stagione quando perdevamo non ci siamo arresi, abbiamo avuto un momento difficile a marzo e ci siamo rimessi a lavorare, mai vista una cosa del genere. Poi chiaramente la svolta, ma anche la partita più bella ed emozionante, è stata quella di Parma. Sono cose particolari che solo chi gioca può capire: sul 2-1 del Parma ho pensato l'avremmo persa. Ma sono situazioni che solo chi gioca può capire, ho pensato anche che noi non avevamo mai recuperato una partita come a Parma, era toccato a tutte e prima o poi sarebbe dovuto toccare anche a noi- Quella è stata la partita più importante che ci ha permesso di arrivare al derby con quella rabbia".
Cosa vi ha dato di più Gasperini?
"Il mister lo conosco da tanto, l'anno che sono venuto a Roma ero giovane, l'ho lasciato che avevo fatto con lui terzo posto e finale di Coppa Italia all'Atalanta. Poi sono arrivato a Roma e ci siamo lasciati per svariati anni, quando è arrivato l'ho visto un uomo diverso, più maturo, forte delle esperienze fatte in Champions e vincendo l'Europa League. Dal primo giorno ci ha detto le sue idee, il gruppo è stato bravo a seguirlo, lui ha la capacità di farti credere anche nell'impossibile, questo ti fa faticare ma quando sei in campo vedi che è importante. Poi è chiaro con tutti, non si nasconde, non lo devo dire di certo io: arrivare il primo anno e arrivare terzo, vincendo due derby... se lo merita tanto".
A Parma si è vista la capacità della squadra di non mollare mai, anche in un'annata difficile.
"Sì, ma penso non si possa ragionare così. Abbiamo preso batoste forti, come con la Juve, che sembrava fosse finito il mondo. Siamo stati male, non lo nego, ma credevamo che andando così qualcosa potesse succedere. Il mister ci aveva detto: "Cinque partite, quindici punti: sono tantissimi". E avendo tante squadre in corsa, ci sta che non vincessero tutte le altre. Noi siamo stati bravi a fare questo filotto".
C'è già un tuo video negli spogliatoi virale...
"Che video è, fatemelo vedere! Ma non faccio niente di male, no? (ride, ndr)".