AS Roma

Verona il dito, ma Gasp vuole pure la Luna

Al Bentegodi il match point Champions, per tornare grandi. La coppa porterebbe almeno 60 milioni. Il tecnico vuole 4 pezzi per sognare: «Mi sono dato tre anni per vincere»

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Simone Valdarchi
20 Maggio 2026 - 06:00

Verona come porta d’Europa. Al Bentegodi, domenica sera, la Roma si gioca il suo match point per tornare, dopo sette stagioni di digiuno, in Champions. Tutto questo al termine di una cavalcata lunga una stagione, la prima di tre con Gasperini in panchina. Un traguardo che il tecnico, come più volte ha sottolineato, si è auto-imposto, ma non come fine ultimo del suo percorso romanista, anzi.

La Champions, infatti, è soltanto il primo passo per Gian Piero Gasperini, che dopo nella conferenza stampa successiva al derby vinto ha detto apertamente: «Io sono venuto qui per vincere. In piazze importanti come queste non puoi stare tanti anni senza farlo, o comunque competere per farlo. Io mi sono dato tre anni per riuscirci». Ecco, se per qualcuno la prima annata doveva servire soltanto per conoscersi, Gasp ora tocca con mano un primo, grosso, passo verso la meta: riportare la Roma al vertice.
Qualcosa che, a dire il vero, il tecnico di Grugliasco a un certo punto ha pensato possibile anche in questo campionato, che domenica nella città degli innamorati, volgerà al termine. Pur non avendone probabilmente i mezzi, durante il girone d’andata la Roma s’è ritrovata in testa o comunque a contatto con la vetta, senza dare particolari segni di soffrire le vertigini d’alta quota. Proprio per questo, Gasp a gennaio ha spinto per nuovi rinforzi, arrivando allo scontro interno (dovuto anche ad altri fattori) che ha portato poi all’allontanamento di Ranieri prima e, nelle prossime settimane, di Massara. «L’obiettivo è quello di fare una squadra forte e giocare per obiettivi alti», ha ribadito sempre domenica, dopo essersi goduto, ballando, il derby vinto sotto la Sud (altro segno tangibile, quello ambientale, del lavoro svolto da giungo scorso a oggi).

Gasperini si è preso la Roma e la sua gente, dal tifo ai suoi vertici, Friedkin compresi. Ryan, infatti, proprio su input dell’allenatore è stato a contatto diretto con la squadra domenica e, anche in queste ore, continua a immaginare a Trigoria il futuro a tinte giallorosse insieme a Gian Piero. Un domani che passerà dalla scelta del prossimo ds, con D’Amico sempre in vantaggio su tutti, ma non l’unica pista considerata. E, ovviamente, dai rinnovi di contratto di Dybala, Pellegrini e Celik. Perché, come detto da Gasp, la squadra va rinforzata, non rivoluzionata.

Almeno un pezzo importante, entro il 30 giugno, la Roma lo dovrà sacrificare all’altare delle plusvalenze, ma anche in questo la società è al lavoro. Sfruttando i canali diretti, in questo caso, di Dan con la Uefa, per provare a chiudere con successo il settlement agreement firmato nel 2022. Certo è che, agli occhi di Nyon, l’eventuale piazzamento in Champions (con gli annessi 60 milioni di introiti sul prossimo bilancio) aiuterebbe e non poco. Poi non resterebbe che rinforzare la rosa, con 3 o 4 titolari nei ruoli scelti da Gasp: due esterni d’attacco, un esterno sinistro e un centrocampista. Per sognare in grande, già dal prossimo anno. Prima, però, c’è Verona.

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