AS Roma

Tutti i derby spostati: dalla nevicata del '56 al gol di Yanga Mbiwa

Nel 2004 una fake news fa sospendere la gara, nel 2015 il colpo di testa di Mapou ci manda in Champions League

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Vittorio Cupi
17 Maggio 2026 - 07:30

Alla fine questo non è un derby rinviato, ma anticipato. Di mezz’ora, perché non era mai stato programmato di lunedì, e questo va sempre tenuto presente nel racconto della vicenda. I derby rinviati, per svariati motivi, sono stati altri. Il primo risale all’11 marzo 1956 e, sì, proprio alla “Nevicata del ‘56” cantata da Mia Martini. Un’eccezionale ondata di freddo che fa cadere la neve su Roma, impedendo la disputa di un derby che era destinato a rimanere nella storia per essere stato il primo ad essere diretto da un arbitro romano. Almeno in Serie A, perché era già successo nei campionati di guerra, tra il 1943 e il 1945, per ben quattro volte. La neve cade improvvisa e in grande quantità, quell’11 marzo. Nonostante ciò, molti tifosi riescono a raggiungere lo stadio. Alle 14.40 l’arbitro Vincenzo Orlandini entra in campo con i capitani delle due squadre, Luigi Giuliano e Sentimenti IV, per constatare le condizioni del terreno di gioco. La palla sembra poter rimbalzare, i presenti esultano. Invece, pochi minuti dopo l’altoparlante annuncia che l’incontro non si sarebbe disputato. Sarebbe stato recuperato il 4 aprile, sempre con arbitro Orlandini, e con sconfitta della Roma per 1-0.

Gli altri due casi sono più recenti. Il 21 marzo 2004 poco dopo l’inizio del secondo tempo di Lazio-Roma, con i primi 45 minuti che sono finiti sullo 0-0 e con Totti che ha colpito un palo, parte un coro: «Sospendete la partita!». Nessuno capisce bene perché, ma il coro è sempre più forte. L’atmosfera è talmente strana che i giocatori praticamente smettono di giocare. Si è sparsa la voce che all’esterno dello stadio un bambino sarebbe stato investito da un’auto della polizia. I cori diventano più pesanti: «Assassini!». L’arbitro Rosetti sospende la gara. L’altoparlante smentisce la notizia, ma non ci crede nessuno. Passano i minuti, i giocatori vanno a parlare con alcuni tifosi, Rosetti si parla al telefono con il presidente della Lega Adriano Galliani, che è anche vicepresidente della squadra che si sta giocando lo Scudetto con la Roma, cioè il Milan. La decisione è quella di sospendere la partita. «Ho parlato sei volte con i giocatori, dicendo che non era morto nessun bambino. Ho detto all’arbitro che non c’erano problemi di ordine pubblico. Ma i due capitani non hanno voluto giocare perché temevano un’invasione di campo», dichiarerà il prefetto Achille Serra. La gara verrà recuperata il 21 aprile e terminerà in parità, 1-1, con i gol di Corradi e Totti su rigore. 

Eroe per caso

Facciamo un salto in avanti di undici anni. Prima della penultima giornata, tre squadre si giocano l’accesso alla Champions League, all’epoca garantito solo per le prime due. La Juventus è già campione d’Italia e la classifica vede la Roma a 67 punti, la Lazio a 66 e il Napoli a 63. La partita è in programma domenica 24 maggio e la contemporaneità non interessa a nessuno, dato che Juventus-Napoli si gioca sabato 23, con la vittoria per 3-1 dei bianconeri. E pensare che la Juventus tre giorni prima, mercoledì 20, ha giocato la finale di Coppa Italia e l’ha vinta ai supplementari per 2-1 grazie a un gol di Matri. 

La sua avversaria, la Lazio, invece chiede e naturalmente ottiene il rinvio a lunedì. Orario? Naturalmente le 18, perché il derby non si può giocare in notturna (principio, come sappiamo, non più validissimo...) e quindi alla Lazio viene concesso il vantaggio di avere un giorno in più di riposo. Non lo sfrutta, perché la partita finisce 2-1 con i gol di Iturbe, Djordjevic e Yanga-Mbiwa. Che due giorni fa ha compiuto 37 anni. Auguri e grazie per sempre, Mapou.

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