Tra passato e futuro Gasperini riparte
Friedkin gli ha confermato la fiducia. Gian Piero programma e intanto prepara la sfida alla Dea
(MANCINI)
Lasciarsi il passato alle spalle, per guardare con rinnovato entusiasmo al futuro. È questo l’obiettivo settimanale per Gian Piero Gasperini, in campo e fuori, in quest’ordine di priorità. Perché sabato sera, all’Olimpico, arriva la sua grande ex, l’Atalanta, in una gara che somiglia a un match point per l’Europa (la Dea arriva nella Capitale distante 4 punti dalla Roma) e all’ulteriore ultimo treno Champions. E poi, ovviamente, per provare a mettere da parte i rumorosi dissidi interni con Ranieri, sempre in attesa di una decisione da parte dei Friedkin, che però nelle ultime settimane a più riprese gli hanno ribadito la loro fiducia, considerandolo centrale per il domani romanista.
Un futuro che parte dal delineare l’ossatura della Roma che sarà.
Non è da escludere, in questo senso, che nelle prossime ore arriverà una presa di posizione da parte dei Friedkin (c’è chi dà Dan in arrivo fisicamente a Trigoria, ma questa teoria non trova conferme), dopo la call plenaria di lunedì, alla quale hanno preso parte Dan, Ryan e la triade Gasperini-Ranieri-Massara. La frattura interna è insanabile ormai e che sia arrivato il momento di un “o io o lui” sembra chiaro, nonostante l’intenzione texana sia sempre quella della mediazione e la richiesta di abbassare i toni. A fine marzo non ha funzionato. E ammesso, ma non concesso, che Dan decidesse di non mandar via nessuno, non è escluso che possano essere gli stessi protagonisti a fare un passo indietro. Il focus però, per Gian Piero, deve essere ora il campo.
E anche lì le insidie non mancano. Dopo aver perso Pellegrini e in attesa di recuperare qualcuno degli infortunati (Mancini il più vicino al rientro), Gasp ha perso Pisilli. Insomma le assenze non faciliteranno una gara già di per sé molto complicata, contro una squadra in forma e che nell’ultimo turno ha perso di misura contro la Juve, meritando probabilmente qualcosa in più. Uno stop che ha frenato la rincorsa europea di Palladino, in grado di risollevare le sorti atalantine dopo la pessima partenza sotto la guida Juric. Il 7° posto attuale, comunque, è lontano dai ritmi tenuti solitamente da Gasperini nella sua epopea bergamasca. Nove stagioni, cinque partecipazioni in Champions (con una semifinale sfiorata) e l’Europa League alzata al cielo di Dublino. Insomma, non soltanto giovani e plusvalenze. Questo il passato che Gian Piero deve battere per immaginare un futuro migliore.
Proprio alla squadra, nelle ultime ore, Gasperini ha ribadito l’importanza della prossima partita per credere nel sogno Champions. Uno spogliatoio che, salvo qualche rara eccezione, è compatto al fianco dell’allenatore. Un rapporto, quello squadra-tecnico, che si è consolidato già dai primi mesi della stagione, con Gasp che pubblicamente, infatti, ha sempre difeso la bontà di un gruppo al quale ora chiede un ultimo sforzo.
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