AS Roma

Totti: "Gasperini-Ranieri? L'obiettivo comune ora deve essere solo la Roma"

Le parole all'evento Ebay Live: "Anche se ci sono screzi, tutti e due devono avere rispetto per i tifosi e remare verso un solo fine. Ora non è il caso di esporre i problemi"

PUBBLICATO DA La Redazione
14 Aprile 2026 - 17:53

Ospite insieme a Pierluigi Pardo di un evento marketing su eBay Live all'interno del quale diversi cimeli da collezionismo sportivo sono stati messi all'asta da CardsHub, Francesco Totti ha parlato di diversi argomenti, a partire proprio dal collezionismo sportivo: "Io ho sempre collezionato gli Album Panini. Il primo? Credo fosse nell'89-90".

Su Ronaldo (uno dei primi protagonisti delle card messe in vendita, ndr): "Stiamo parlando di un marziano. Dopo Maradona, è il più forte che abbia mai visto giocare. Ho convissuto quasi tutta la carriera con lui, sempre, purtroppo da avversario. Era un piacere vederlo, aveva tutto quello che ogni tifoso vorrebbe vedere. Faceva delle cose che in velocità che non faceva nessun altro".

Su Buffon: "È un'altra icona, è stato uno più dei più forti di sempre. Per anni è sempre stato il più forte di tutti. Io di portieri non capisco, ma chi capisce sa che se un portiere va a affrontare un giocatore col viso non ha paura di niente".

Potevi andare al Real Madrid, ma è una domanda che ti hanno fatto tutti...

"C'è stato un avvicinamento abbastanza reale. Poi l’amore per la tifoseria, per la società... perché i Sensi mi hanno sempre trattato coi guanti bianchi, è come se fossi stato un figlio per loro".

Tra queste carte c'è anche Gago, tu ci hai giocato.

"Un bel giocatore, molto bravo tecnicamente".

È stata la scelta più difficile della tua carriera?

"Come carriera avrei vinto di più, forse. Ma l'amore della gente è stata la mia vittoria più grande".

Sulla questione Gasperini-Ranieri? Tu mi hai detto che ogni cosa che dici poi genera il caos...

"Io non vorrei entrare in questa dinamica, però da tifoso della Roma, l'obiettivo è rimanere uniti. Anche se ci sono screzi, sia Gasperini che Ranieri devono avere rispetto per i tifosi e remare verso un obiettivo. Spero si uniscano le forze verso la Champions, a fine stagione si tireranno le somme. L'unico obiettivo è la Roma. Tutti noi Romanisti ci auguriamo che si possa andare verso la stessa situazione, ma esporre ora i problemi in questo momento non mi sembra il caso".

Sul calcio italiano.

"C'è troppo dolore ancora, finché se ne parla. Terzo mondiale consecutivo senza Nazionale, è difficile pure trovare un aggettivo. Qualcosa va cambiato, bisogna riuscire a tornare ai vecchi tempi. Nel 2006? Non partivamo favoriti. Tanti problemi extra calcistici, non sapevamo come potesse andare. Poi c'erano Brasile, Germania, Francia. Noi sapevamo di essere forti e avevamo voglia di dimostrare. Avevamo uno degli allenatori più forti del mondo, che mi ha aspettato e che mi è venuto a trovare a Villa Stuart il giorno dopo l'infortunio. A noi giocatori questo trasmette carica. Ho cercato di ricambiare quello che ha fatto per me sul campo, ho stretto i denti e ho lavorato il triplo".

Julio Baptista o Mido?

"Tutti e due, dai. Ho giocato con tutti e due, sono due bravi ragazzi".

Cosa pensi Chivu?

"Esordio positivo, nessuno avrebbe puntato su di lui all'inizio. Però si è messo lì con dedizione, con tanta voglia. In un gruppo di 25/30 persone poi ci può sempre stare chi non va d’accordo. Da calciatore già aveva un’altra testa, un altro modo di pensare".

Messi o Ronaldo? 

"Se potessi, chiuderei gli occhi e pescherei. Quelli che hanno fatto la storia sono loro due. Poi sono diversi tecnicamente e fisicamente, li avrei voluti vedere giocare insieme".

L’emozione del Mondiale...

Il problema è che non c’è L Italia. Già giocare il mondiale è il sogno di ogni bambino, di ogni giocatore, io ho avuto la fortuna di vincere. Poi avevamo una squadra veramente troppo perfetta, quasi. Nei 22, anche il terzo portiere era un top".

Su Nico Paz? Cosa ne pensi?

"Per me anche se ha avuto alti e bassi, al momento, è uno dei giovani più promettenti di questo campionato. Da come si è posto, perché il calcio italiano non è semplice, si è messo in mostra con tranquillità e semplicità".

E Fabregas?

"Mi piace. Mi piaceva già da giocatore e ora da allenatore. Sta vivendo un sogno perché ha la possibilità di esibirsi come vuole, adesso è normale che abbia un po’ di pressione".

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CONSIGLIATI